L'unità del tutto secondo Holmes

L'intera manifestazione della vita è un processo silenzioso e incessante di realizzazione dello spirito. 
Per ciascuno di noi, individualmente, Dio, o lo Spirito, è la Personalità Suprema dell'universo; la Personalità Suprema di ciò che noi stessi siamo.
Ci dovrebbe essere in ogni terapia il riconoscimento dell'assoluta unità di Dio e dell'uomo; unitarietà, inseparabilità, indivisibilità e immutabilità; ... l'uomo è in dio e Dio è nell'uomo, proprio come una goccia d'acque è nell'oceano, mentre l'oceano è nella goccia d'acqua. Questo è il riconoscimento dimostrato da Gesù quando ha detto: " Io e mio Padre siamo uno".
C'è una perfetta unione, e più introiettiamo questa consapevolezza, più la portiamo nel nostro mondo e il nostro mondo viene ad avere tutto il potere che noi vi mettiamo, né più né meno.
All'interno di questa Mente Infinita ciascun individuo esiste non come entità "separata" ma come entità "che separa". ... Noi non siamo separati dalla Vita, né è essa separata da noi, ma noi siamo entità separate in essa. Centri individualizzati della Coscienza di Dio.
Veniamo dalla Vita e siamo nella Vita; dunque siamo uno con la Vita e conosciamo quella Vita istintiva che abbiamo dentro di noi e che ci ha portato al punto della consapevolezza di noi stessi e che ci fa riconoscere la ragione di tutte le cose, lo scopo che si cela dietro ognuna di esse. 


Ernest Holmes (esponente del New Thought fondatore della Scienza Religiosa) da The science of mind, 1926, trad. E.V.

1 commento:

  1. Holmes è un pastore, un uomo di fede il quale pur abbracciando la Chiesa Scientista e il New Thought statunitense di inizio secolo, ha lo stesso problema di tutti i suoi colleghi religiosi: partire da una visione che include l'ingombrante presenza di una "figura divina" che, almeno formalmente si contrappone all'essere umano, e operare una "riunificazione" il più possibile motivata. Lo sforzo è notevole, come in tutti gli altri autori, e il passaggio da una figura impersonale ed una personale richiede spesso quel salto dialettico e concettuale che lascia un retrogusto di dogmatismo. O di necessaria fede, comunque la luce della verità filtra potente fra le sue parole come il sole fra le foglie e i rami di una foresta sempre meno fitta mano a mano che anch'egli si distacca dalle premesse vincolanti della religione e spicca il volo nel più libero riconoscimento della propria intuizione.

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