L'insaziabile ricerca della verità

Ci si chiede quale può essere la natura dell'Uno e da dove origina l'insaziabile istinto che pur senza ricevere alcun incoraggiamento dall'esperienza sensoriale coglie e desidera questa unità sconosciuta, questo Assoluto che tutto comprende, come la sola possibile soddisfazione della propria sete di verità.



Evelyn Underhill (autrice inglese di testi sulla religione e sul misticismo cristiano) in Mysticism: A Study in Nature and Development of Spiritual Consciousness (1911) trad. E.V.

1 commento:

  1. E' interessante considerare come l'esperienza di unità soddisfi la sete di verità. Sembra, essere una risposta soddisfacente anche per l'intelletto, che in essa si quieta, salvo esserne poi sollecitato instancabilmente nel tentativo di interpretarla attraverso le consuete categorie logiche. Se l'animo trova cioè quiete permanente, l'intelletto (la mente) riceve da tale esperienza uno stimolo quasi insostenibile, a meno che anch'essa sia mantenuta in uno stato di maggiore rilassamento, o minore turbolenza, mediante la pratica costante di tecniche quali la preghiera, la meditazione, ecc.

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