La realtà non dipende dall'essere umano


Molto spesso assisto a interminabili discussioni sulla non-dualità nelle quali si dichiara di parlare della realtà, mentre di fatto si sta considerando solo l’esperienza che di essa facciamo, proprio per l’abitudine che abbiamo di “sovrapporre la mappa al territorio”, cioè di considerare la nostra esperienza della realtà come la realtà stessa. Pertanto è sempre opportuno dichiarare preliminarmente se si sta discutendo delle caratteristiche della realtà o solo della nostra esperienza. Le caratteristiche della realtà sono oggettive e non dipendono dal nostro riconoscimento né sono stabilite “a maggioranza”. La realtà esiste dove noi non siamo presenti, esisteva prima che comparissimo come specie ed esisterà dopo la scomparsa dell’ultimo essere umano. Altro è invece l’esperienza che di essa facciamo o possiamo fare. Nella nostra esperienza ci muoviamo fra coppie di opposti (da noi arbitrariamente definiti) per cui qualcuno chiama impropriamente tale esperienza “duale”. E’ bene però essere precisi con i termini e riservare l'aggettivo duale solo alla realtà stessa e non alla nostra esperienza, altrimenti il rischio è proprio quello di sovrapporre i due piani. Riassumendo: la realtà è non-duale. Niente e nessuno, pertanto, esiste nella dualità. La nostra esperienza della realtà può dirsi caratterizzata dagli opposti, categorie relative che individuiamo arbitrariamente proprio per rappresentare e gestire la nostra esperienza e per diversificarla all’interno del continuum compreso fra ogni coppia di estremi.