La più grande rivoluzione per l'essere umano
a livello individuale e come specie
è rendersi conto che tutto fa parte di un'unica realtà.

La nostra visione della realtà determina di fatto la qualità della nostra esperienza esistenziale. Riconoscere la medesima essenza o natura in tutto ciò che esiste, oltre l'apparente diversificazione di forma, permette di cogliere un nuovo significato e di fare una nuova esperienza della vita. QUESTO è il vero cambiamento da realizzare!

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Tutti i benefici di una nuova visione!

COLORFULNESS © 
LA VISIONE DELLA VITA PIÙ COLORATA CHE C'È!


Una giornata insieme a Eugenio Vignali per imparare a sentirti meglio così come sei con quello che già c'è nella tua vita. Vieni a conoscere il metodo Colorfulness© e i suoi benefici. Perchè la tua visione della vita determina come ti senti proprio ora!

Ributtare la goccia nel mare

Questo film dalle straordinarie atmosfere himalayane si chiude con una frase che il protagonista, un monaco buddhista, legge a chiusura della sua temporanea esperienza ″mondana″ di uomo sposato e con un figlio (proprio come il principe Gautama): ″Come evitare che la goccia d'acqua si asciughi? Rigettandola nel mare.″.
È evidente il riferimento all'impermanenza della manifestazione della realtà e al ciclo delle rinascite, ma non deve sfuggire all'osservatore consapevole la premessa che attribuisce alla goccia una identità sua propria (anche se temporanea) individuata sulla base di caratteristiche quali, in primis, la forma. Come già affermato in altri post, l'individuazione e contrapposizione della goccia al mare è arbitraria e frutto di una visione dualistica della realtà. Di fatto, non esistono di per sé né la prima né il secondo, ma esiste soltanto l'acqua.  
Nel Buddhismo, l'avidya, l'ignoranza della verità, è una delle tre ″radici non salutari″ che tiene l'essere umano legato al ciclo delle esistenze (il Samsara, appunto). Attenzione dunque a non alimentarla, anche indirettamente, attraverso la convinzione che vi sia realmente una goccia ″da salvare″.



L'esperienza di unità di Jean Klein

Stavo guardando uccelli in volo senza alcun pensiero o interpretazione, quando sono diventato completamente preso da loro e sentivo che tutto stava accadendo in me stesso. In quel momento mi sono riconosciuto coscientemente. Il mattino dopo ho capito, nell'affrontare la molteplicità della vita quotidiana, che la comprensione dell'esistenza era stata stabilita. L'immagine di sé si era completamente dissolta e, liberati dal conflitto e dall'interferenza di quell'immagine, tutti gli avvenimenti appartenevano ora alla consapevolezza, alla totalità. La vita scorreva senza le correnti trasversali dell'ego. La memoria psicologica, il piacere e l'antipatia, l'attrazione e la repulsione erano svaniti. La presenza costante, che noi chiamiamo il Sé, era libera dalla ripetizione, dalla memoria, dal giudizio, dal confronto e dalla valutazione. Il centro del mio essere era stato espulso spontaneamente dal tempo e dallo spazio in una calma senza tempo. In questo non-stato dell'essere, la separazione tra "tu" e "me" svanì completamente. Niente è apparso all'esterno. Tutte le cose appartenevano a me, ma io non ero più in loro. C'era solo unicità. Mi riconoscevo nel presente, non come un concetto ma come un essere senza localizzazione nel tempo e nello spazio. In questo non-stato c'era libertà, gioia piena e senza riferimenti oggettivi. C'era pura gratitudine senza un oggetto specifico. Non era una sensazione affettiva, ma una libertà da ogni affettività, una freddezza vicino al calore. Il mio Maestro mi aveva dato una comprensione di questo stato, ma ora era diventato una verità luminosa e integrata.


Jean Klein in The ease of being (1984) trad. E.V.

L'anelito della mente per l'unità

Fin dalle origini la mente andò cercando la sua sostanza unica, l'immutabile che permanesse attraverso tutti i mutamenti e veniva così riunificando la terra ed il cielo, e tutti gli elementi riconduceva all'elemento unico e poi all'unica energia, ed infine all'impalpabilità dell'evento, avviandosi così per quella strada ove l'inorganico, l'organico e il pensiero potessero idealmente essere ricondotti all'unità della storia e alla continuità del suo sviluppo.
La mente nel pensare la natura in una data maniera ha già pensato se stessa in quella maniera (data l'identità dei due aspetti: il pensiero ed il pensato) e non potrà poi presumersene differente senza cadere in contraddizione e smentirsi nella sua stessa esperienza.

Gaetano Meglio in La filosofia dell'infinito (1951)

Il mistero della molteplicità

L'unità dell'io è l'unità stessa del reale nella sua unificabilità e moltiplicabilità. È chiarezza in ogni momento di quell'unità, ma mistero in ogni momento di quella molteplicità.

La visione di Thomas Traherne

LA VISIONE 

Il volo è solo il preparativo. 
La vista è profonda e infinita, 
Ah, me! è solo gloria, amore, luce, spazio. 
Gioia, bellezza e varietà 
Che adornano la dimora divina, 
È tutto ciò che l'occhio può vedere. 
Tutto cambia visto nella luce celestiale, 
E cure e peccati e guai sono ora luminosi. 


Thomas Traherne (poeta e teologo metafisico inglese) in The poetical works of Thomas Traherne, 1636-1674, edited by Bertram Dobell (1906) Trad. E.V.

Tu cosa vedi?

Quale effetto ha su di te quest'immagine?



Sembra essere sabbia, forse una spiaggia ... ma di per sé non ha un particolare significato e non produce alcuna sensazione interiore.


Anche il relativo è reale

Non è dato ad una coscienza finita e limitata come quella dell'uomo di andare al di là della pura e semplice predicabilità della coscienza infinita ed assoluta: essa è costretta a riconoscerla come sussistente per motivi logici ma non può naturalmente acquisirne con le proprie forze intellettuali un concetto preciso. Non si parli poi di rappresentazione, dato che quest'ultima si trova nell'orbita della sensibilità. Non si è però autorizzati a pensare che le singole coscienze, alle quali la vita universale si presenta come un'immensa varietà di forme, non abbiano una realtà effettiva. Anche dato e non concesso che esse fossero una specie di sogno dell'assoluto, dovremmo razionalmente pensare che nulla potrebbe essere realtà viva come questo sogno. Riguardare la molteplicità come un inganno, una finzione, un miraggio, senza consistenza alcuna come la riguardano gli idealisti−soggettivisti, significa svalorizzare l'assoluto. Equivale in certo qual modo ad antropomorfizzare quest' ultimo nel senso di pensarlo come una persona umana soggetta a sogni e visioni, nel qual caso la vita sarebbe il sogno dell'assoluto e noi i personaggi, o, per meglio dire, le marionette che agiscono e si muovono entro questa grande cornice onirica.


Remo Fedi in Filosofia perenne (1943)

Il metodo Colorfulness© per una nuova visione della vita

Chi è stato in cima ad una vetta, o ha anche solo preso una funivia per salire di quota in montagna, conosce l’effetto profondo che ha la visione d’insieme che si gode da quel punto di osservazione. È una sensazione di espansione del proprio sé, che sembra librarsi in volo fino ai punti più lontani che l’occhio riesce a cogliere. Ogni cosa appare nelle sue dimensioni relative se paragonata all’intero quadro che ci si apre dinnanzi. Ciò che prima sembrava separato, ora è ricongiunto in un unico insieme. Le valli, i monti, il cielo stesso sopra di essi, tutto è ora solo un elemento di qualcosa che non ha più senso suddividere e che apprezziamo proprio nella sua interezza. Osserviamo il sentiero percorso, la sua lunghezza ci appare ora nella sua totalità, lasciandoci sorpresi e compiaciuti, ma, al tempo stesso, ci è evidente anche la sua modestia, se confrontata con la distanza che copre la nostra vista. Anche quella che prima ci appariva come una moltitudine di alberi ora è un’unica macchia di colore verde scuro che ricopre i fianchi delle montagne. Ma esiste la foresta di per sé, o esistono solo gli alberi singolarmente? E il villaggio sul fondo della valle cos’è, se non un insieme di case, che abbiamo oltrepassato una ad una lungo il cammino osservando la loro struttura, ognuna diversa dalle altre, e che ora sono riassorbite nell’unico agglomerato di colore più scuro, il colore dei tetti?