L'impermanenza di tutte le forme

Eraclito chiamava Logos la fondamentale unità del tutto, che contiene e trascende ogni coppia di forze fra di loro opposte. La divisione di tale unità è iniziata con la scuola Eleatica, che ha posto un Principio Divino al di sopra di tutte le divinità e gli esseri umani. Tale Principio è stato inizialmente identificato con la sostanziale e impersonale unitarietà dell'universo, per poi diventare un Dio intelligente e personificato che tutto controlla e influenza. Da ciò è nato quel filone di pensiero che ha portato, infine, alla separazione fra spirito e materia e al dualismo caratteristico della filosofia occidentale.
L'idea generale che emerge dall'Induismo, è invece quella di un cosmo organico che cresce in modo ritmico; un universo nel quale tutto è fluido e in costante cambiamento e ogni forma statica è maya, ovvero esiste solo come concetto illusorio. 
Quest'idea dell'impermanenza di tutte le forme è il principio base del Buddhismo.


Fritjof Capra  in The tao of physics (1975) trad. E.V.

Il mistico e il fisico arrivano alla stessa conclusione

A differenza del mistico, il fisico inizia la propria ricerca nella natura ultima delle cose studiando il mondo materiale. Penetrando in  regni sempre più profondi della materia, egli diviene consapevole della sostanziale unitarietà di tutte le cose ed eventi. Ancor più, impara che egli stesso e la sua coscienza sono una parte integrale di questa unità. Dunque, il mistico e il fisico arrivano alla stessa conclusione, uno partendo dalla dimensione interiore, l'altro dal mondo esterno. L'armonia fra le loro visioni conferma l'antica saggezza indiana per la quale brahman, la realtà ultima esterna, è identica all'atman, la realtà interiore.


Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The tao of physics (1975, ed. ita. 1982) trad. E.V.

La fondamentale unità di tutte le cose

Le tradizioni mistiche insegnano la fondamentale unità di tutte le cose. Gli oggetti e gli eventi hanno origine in una unità di cui essi sono aspetti correlati e interdipendenti. Il mondo, come ci insegnano i mistici orientali, consiste dunque di armoniose relazioni fra parti che sono nella loro sostanza identiche alla loro sorgente e formano un unico insieme coerente e ordinato che è sorprendentemente simile a quello postulato dalla fisica quantistica.


Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The tao of physics (1975, ed. ita. 1982) trad. E.V.

Tutto è manifestazione della stessa realtà

In Oriente, la più importante caratteristica della visione del mondo - si potrebbe quasi affermare la sua stessa essenza - è la consapevolezza dell'unità e della reciproca interrelazione fra tutte le cose e gli eventi, nonché l'esperienza di tutti i fenomeni come manifestazione di una fondamentale unitarietà. Tutte le cose sono considerate come parti separabili e interdipendenti di questo tutto cosmico; manifestazioni differenti della stessa fondamentale realtà. Si fa costante riferimento a questa fondamentale, indivisibile realtà che manifesta se stessa in tutte le cose e di cui tutte le cose sono parte. E' chiamata Brahman nell'Induismo, Dharmakaya nel Buddhismo, Tao nel Taoismo. Poiché trascende tutti i concetti e le categorie, i buddhisti la chiamano anche Tathata o Identità (suchness), ovvero la unitarietà della totalità di tutte le cose, il grande tutto onnicomprensivo.



Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The tao of physics (1975) trad. E.V.

Dissolversi nell'unità del tutto

La comprensione ultima dell'unità di tutte le cose è raggiunta, così ci dicono i mistici, in uno stato di coscienza nel quale l'individualità del soggetto si dissolve in un'indifferenziata unitarietà del tutto nella quale il mondo dei sensi è trasceso e la stessa nozione di "cose" è abbandonata. Nelle parole di Zhuangzi: "La mia connessione con il corpo e le sue parti si dissolve. I miei organi percettivi sono superati. Abbandonando così la mia forma materiale e dicendo addio alla mia conoscenza, divento uno con la Grande Forza che tutto pervade.".  


Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The tao of physics (1975) trad. E.V.

Riconoscere l'individualità delle cose

Quando i mistici orientali affermano di fare l'esperienza di tutte le cose e gli eventi come manifestazione di una fondamentale unitarietà del tutto, ciò non significa che sostengono che tutte le cose sono uguali. Infatti, riconoscono l'individualità delle cose, ma, allo stesso tempo, sono consapevoli che tutte le differenze e i contrasti sono relativi e si manifestano all'interno di un'unità omnicomprensiva.


Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The tao of physics (1975, ed. ita. 1982) trad. E.V.

Unitarietà ella visione ecologista

Il nuovo paradigma può essere considerato una visione olistica del mondo, poiché lo descrive come un tutto integrato anziché come un insieme di parti tra loro disconnesse. Può essere anche considerato una visione ecologista, se il termine "ecologista" è utilizzato in un senso molto più ampio e profondo del solito. La profonda consapevolezza ecologista riconosce infatti la interconnessione di base di tutti i fenomeni e il fatto che, come individui e società, siamo tutti incorporati nei processi ciclici della natura (e in ultimo da essi dipendenti). 


Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The Web of Life (1996) Trad. E.V.

L’unitarietà di fondo dell’universo



L’unitarietà di fondo dell’universo non è solamente la caratteristica centrale dell’esperienza mistica, ma è anche una delle più importanti scoperte della fisica moderna. Essa diviene evidente già a livello atomico e si manifesta sempre più man mano che penetriamo nella struttura della materia, nel regno delle particelle sub-atomiche.


Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The tao of physics (1975, ed. ita. 1982) trad. E.V.

L’esperienza di essere uno con l’ambiente

L’esperienza di essere uno con l’ambiente circostante è la principale caratteristica dello stato meditativo, uno stato di coscienza nel quale ogni forma di frammentazione cessa, dissolvendosi in una indifferenziata unità.


Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The tao of physics (1975, ed. ita. 1982) trad. E.V.