L'unità fondamentale dell'essere

Per l’unità fondamentale dell’essere in tutti i suoi stati, si deve considerare il centro di ogni stato, nel quale si proietta questo raggio spirituale, come identificato virtualmente ... col centro dell’essere totale; perciò qualunque stato, tanto l’umano quanto gli altri, può essere la base per realizzare l’«Identità Suprema».


René Guenon in L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta (1965)

Guenon commenta lo Shankaracharya

LO STATO SPIRITUALE DELLO YOGI: L’IDENTITÀ SUPREMA
Riprendendo in esame lo stato dello Yogi, che, in virtù della Conoscenza, è «liberato nella vita» (jivan-mukta) ed ha realizzato l’«Identità Suprema», citeremo ancora Shankaracharya (Atma-Bodha) ... riunendo differenti passaggi di questo trattato ... in merito appunto allo stato dello Yogi ed alle possibilità, le più alte che l’essere può raggiungere.

Come Brahman si manifesta nella realtà

Parimenti che il latte si cambia spontaneamente in cagliato e l’acqua in ghiaccio (senza che questo passaggio da uno stato ad un altro implichi un cambiamento di natura), così Brahman si modifica diversamente (nella molteplicità indefinita della manifestazione universale), senza bisogno di strumenti o mezzi esteriori di qualsiasi specie (e senza che la sua identità ed unità ne sia alterata, dunque senza che si possa affermare che Egli sia realmente modificato, quantunque le cose esistano effettivamente solo quali sue modificazioni).

René Guenon, da L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta (1965)

La natura dell'essere umano

Quanto alla manifestazione, si può dire che il «Sé» sviluppa le sue possibilità in tutte le modalità di realizzazione, in moltitudine indefinita, che sono, per l’essere integrale, altrettanti stati differenti.
Stati di cui uno solo, sottomesso a condizioni d’esistenza specialissime che lo definiscono, costituisce la parte o piuttosto la particolare determinazione di quest’essere che è l’individualità umana. 


René Guenon, da L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta,1965

L’Unità racchiude in sé la molteplicità

L’Essere è uno, o meglio è la stessa Unità metafisica; ma l’Unità racchiude in sé la molteplicità, poiché la produce per il solo dispiegarsi delle sue possibilità; perciò, nell’Essere stesso, si può considerare una molteplicità d’aspetti, che ne sono altrettanti attributi o qualifiche, quantunque questi aspetti non vi siano affatto distinti in realtà, se non perché noi li concepiamo in tal modo; ma pure è necessario che essi vi siano compresi in qualche modo, perché ci sia possibile concepirveli. Si potrebbe dire anche che ogni aspetto si distingua dagli altri, in un certo rapporto, quantunque nessuno si distingua veramente dall’Essere, essendo tutti l’Essere stesso.

René Guenon, da L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta,1965

Brahman è indivisibile e senza parti

Che Brahman sia indivisibile e senza parti (come Egli è), non è un’obiezione (a questa concezione della molteplicità universale nella Sua unità, o piuttosto nella Sua «non-dualità»); non è la Sua totalità (eternamente immutabile) che è modificata dalle apparenze del Mondo, né qualcuna delle Sue parti, poiché non ne ha ... ma Egli può essere così considerato perché comporta in Sé tutte le possibilità, senza che queste siano affatto parti di Lui stesso.




René Guenon, da L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta,1965

I differenti gradi della manifestazione individuale

Quando parliamo dei differenti gradi della manifestazione individuale, facilmente si capisce che questi gradi corrispondono a quelli della manifestazione universale, per l’analogia costitutiva del «macrocosmo» e del «microcosmo» ... Meglio ancora si capirà se si riflette che tutti gli esseri manifestati sono ugualmente sottomessi alle condizioni generali che definiscono gli stati d’esistenza nei quali essi sono posti; se, considerando un essere qualunque, è impossibile isolarne realmente uno stato dall’insieme degli altri stati fra i quali, ad un determinato livello, gerarchicamente si colloca, similmente non si può, ad un altro punto di vista, isolare questo stato da ciò che appartiene, non più allo stesso essere, ma allo stesso grado dell’Esistenza universale; così tutto è collegato in più modi, sia nella stessa manifestazione, sia in quanto questa, formando un insieme unico nella sua molteplicità indefinita, si riattacca al suo principio, vale a dire all’Essere, e quindi al Principio Supremo. 

René Guenon in L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta (1965)

La differenza fra unicità e unità

La molteplicità esiste secondo il suo modo proprio, quando essa è possibile, ma siffatto modo è illusorio ... perché l’esistenza stessa di questa molteplicità ha per base l’unità, da cui essa è prodotta e nella quale è principialmente [nel suo principio] contenuta. Considerando in tal modo l’insieme della manifestazione universale, diremo che, nella stessa molteplicità dei suoi gradi e dei suoi modi, «l’Esistenza è unica», secondo una formula dell’esoterismo islamico; a questo proposito, faremo notare una differenza importante fra «unicità» e «unità»: la prima comporta la molteplicità come tale, la seconda ne è il principio (non la «radice» ... in quanto contiene in sé tutte le possibilità di manifestazione, tanto «essenzialmente» quanto «sostanzialmente»). Dunque l’Essere è propriamente uno, ed è l’Unità stessa (è ciò che esprime anche l’adagio scolastico: Esse et unum convertuntur), in senso metafisico d’altronde, non in senso matematico, poiché siamo ormai di là dalla quantità: fra l’Unità metafisica e l’unità matematica, vi è analogia, non identità; parimenti, quando si parla della molteplicità della manifestazione universale, non si tratta nemmeno di una molteplicità quantitativa, poiché la quantità è solamente una condizione speciale di certi stati manifestati. 


René Guenon in L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta (1965)

L'essere viene prima di ogni altra cosa

Tutto ciò che si può esprimere in forma affermativa è necessariamente racchiuso nel dominio dell’Essere, poiché questo è la prima affermazione o la prima determinazione, quella da cui procedono tutte le altre, come l’unità è il primo dei numeri, da cui tutti ne derivano; ma, qui, non si tratta dell’unità, bensì della «non-dualità».


René Guenon, da L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta,1965