L'unità Io-Tu

James indica una modalità specifica nella quale una persona fa l'esperienza di un'altra come "Tu" piuttosto che come "qualcosa", e successivamente la estende all'esperienza del mondo intero, persino a Dio e alla natura. Non sono dunque solo le persone, sia naturali sia soprannaturali, che possono diventare oggetto dell'esperienza [di unità] Io-Tu, ma anche la natura nel suo insieme, come i mistici hanno riportato tradizionalmente. 
Egli scrive inoltre che l'universo non è più per noi un semplice "qualcosa", ma diventa un "Tu" con il quale instaurare ogni tipo di relazione che è possibile fra le persone.


Richard M. Gale su William James (filosofo e psicologo statunitense autore di Varieties of Religious Experience) in Twentieth-Century Philosophy of Religion by Graham Oppy and N. N. Trakakis, volume 5, The history of western philosophy of religion (2009) trad. E.V.

L'esperienza mistica secondo James

James prova a mantenere una posizione neutrale riguardo al fatto che l'esperienza mistica alimenti una visione monistica piuttosto che pluralistica della realtà soprannaturale ... ma ad un certo punto sembra concordare con i moderni ecumenisti mistici, come Daisetsu Suzuki, Walter Stace e Thomas Merton, i quali sostengono che vi è un comune fondamento  fenomenologico monistico in tutte le esperienze mistiche di unità, che è solo successivamente interpretato dal soggetto sulla base della cultura prevalente della società di appartenenza. Afferma James: "Negli stati mistici, diventiamo ad un tempo una cosa sola con l'Assoluto e consapevoli della nostra stessa unitarietà. Questa è l'eterna e trionfante tradizione mistica, scarsamente influenzata dalle differenze di ambiente o di fede". 


Richard M. Gale su William James (filosofo e psicologo statunitense) in Twentieth-Century Philosophy of Religion by Graham Oppy and N. N. Trakakis (2009) trad. E.V.

Superare le barriere con l'Assoluto

Il superamento di tutte le usuali barriere tra l'individuo e l'Assoluto è la grande conquista mistica. Negli stati mistici diventiamo uno con l'Assoluto e siamo consapevoli della nostra unità. Questa è l’eterna e trionfante tradizione mistica, modificata a malapena da differenze di religioni e credo. Nell'Induismo, nel neoplatonismo, nel Sufismo, nel misticismo cristiano, nel Whitmanismo, abbiamo la stessa nota ricorrente, affinché vi sia intorno all'espressione mistica un’unanimità eterna che dovrebbe indurre a riflettere, e che fa sì che i grandi mistici non hanno, come si è detto, né compleanno né terra natale. Perennemente raccontando dell'unità dell'uomo e di Dio, le loro parole precedono il linguaggio, e non li fa invecchiare.


William James (filosofo e psicologo statunitense) in The Varieties Of Religious Experience A Study In Human Nature (1902) trad. P.F.