Io sono Quello

Perfino la grande affermazione Aham Brahmasmi − Io sono Quello − contiene in sé una traccia di ignoranza [dualità] che consiste nell'″io″ (Aham), che, anche se detto identico, è ancora indicato come qualcosa di separato. Esso sparirà solo dopo un'incessante meditazione sulle implicazioni di Tat tvam asi (Quello sei tu) e sul Sé o Divino che tutto include.
E' questo lo stato della discriminazione investigativa attraverso il quale la mente può fissarsi sulla contemplazione dell'Assoluto.


Sai Baba in La conoscenza (Jnana) Mother Sai Pub.

Tempo, spazio e causalità nell'Uno Assoluto

Tempo, spazio e causalità sono come il vetro attraverso il quale è visto l'assoluto.



Swami Vivekananda, The complete works of Swami Vivekananda, Vol. 2, Jnana-Yoga, trad. E.V.

La via della conoscenza

Solo la conoscenza ottenuta per mezzo dell'analisi dei processi mentali può mettere fine all'illusione, la quale prospera nell'ignoranza e nella mancanza di discriminazione. La Sapienza (Vidya) pronuncia la sentenza di morte dell'illusione.


Sai Baba in La conoscenza (Jnana)

L'essenza del Jnana Yoga

Quando sentiamo affermare dall'Induismo che il mondo è Maya, le persone pensano immediatamente che il mondo è dunque un'illusione. 
Tale interpretazione ha qualche fondamento, derivando dai filosofi buddhisti, alcuni dei quali non credeva affatto all'esistenza del mondo esteriore. Ma la Maya del Vedanta, nella loro interpretazione più evoluta, non è né realistica né idealistica e neppure una teoria. E' semplicemente un riconoscimento della realtà: di cosa siamo e di cosa è ciò che vediamo intorno a noi. Infatti, come ho già detto, le menti degli autori dei Veda erano concentrate nel seguire e nello scoprire i principi fondamentali. Non avevano tempo per esaminare e attendere di scoprire i dettagli, ma volevano entrare sempre più dentro il cuore delle cose. Qualcosa che era al di là li chiamava e loro non potevano aspettare.


Swami Vivekananda, The complete works of Swami Vivekananda, Vol. 2, Jnana-Yoga, trad. E.V.

L'esistenza del mondo reale

Ogni tentativo di dimostrare le leggi della causalità, del tempo e dello spazio è destinato a fallire, poiché sarebbe impossibile realizzarlo senza assumere come data l'esistenza di questi tre fattori. 
Ma allora come si possono fare affermazioni sull'esistenza del mondo? E cosa significa che "questo mondo non esiste"? Significa che non ha un'esistenza assoluta, ma esiste solamente in relazione alla mia mente, alla tua mente e alla mente di tutti gli altri. Noi percepiamo questo mondo attraverso i nostri cinque sensi, ma se avessimo un ulteriore senso, percepiremmo qualcosa di più. Se avessimo un ulteriore senso, ci apparirebbe come qualcosa di ancora diverso. Dunque, non si può affermare che ha un'esistenza reale, ovvero immutabile, immobile e infinita. Né può, tuttavia, essere considerato come non-esistente, poiché è ovvio che esso esiste e noi vi facciamo parte. 



Swami Vivekananda, The complete works of Swami Vivekananda, Vol. 2, Jnana-Yoga, trad. E.V.

L'universo è limitato

L'assoluto e l'infinito possono divenire questo universo soltanto attraverso una limitazione. Qualunque cosa passi attraverso i sensi o l'intelletto non può, infatti, che essere limitata. Considerare illimitato ciò che è limitato  è semplicemente assurdo.


Swami Vivekananda, The complete works of Swami Vivekananda, Vol. 2, Jnana-Yoga, trad. E.V.

La natura dell'universo secondo Vivekananda

L'Assoluto è divenuto l'universo, ma ciò non include solo il mondo materiale, ma anche quello mentale, quello spirituale (in cielo e in terra) e, di fatto, tutto ciò che esiste. Mente è il nome di un cambiamento [manifestazione n.d.t.] , "corpo" il nome di un altro cambiamento, e così via e tutti questi cambiamenti costituiscono il nostro universo. 

L'Assoluto è dunque divenuto l'universo attraverso il tempo, lo spazio e la legge della causalità. Questa è l'idea centrale dell'Advaita. Il tempo, lo spazio e la legge della causalità sono come il vetro attraverso il quale è osservato l'Assoluto. ... Nell'Assoluto, dunque, non vi è né il tempo, né lo spazio né la legge della causalità. L'idea del tempo non può appartenergli, non essendovi in esso la mente o il pensiero. Non può esservi nell'Assoluto nemmeno l'idea dello spazio, poiché non vi è in esso cambiamento esteriore. Anche ciò che chiamiamo moto e causalità non possono esistere dove vi è solo l'Uno.


Note: Come non ricordare a questo proposito le parole di Albert Einstein: "il tempo e lo spazio non sono una condizione in cui esistiamo, ma un modo in cui pensiamo".



Swami Vivekananda, The complete works of Swami Vivekananda, Vol. 2, Jnana-Yoga, trad. E.V.

Il fondamento dei Veda

L'idea di un Dio personificato, il Regolatore e il Creatore di questo universo, come è stato definito, il Regolatore di Maya, o della natura, non è la conclusione del pensiero dei Veda, ma ne è piuttosto il punto di partenza. L'idea di base si sviluppa infatti progressivamente fino a quando lo studioso dei Veda scopre che colui che credeva essere al di fuori di se è in realtà egli stesso e al proprio interno. Egli è dunque colui che è libero, ma che, credendosi limitato, pensa invece di essere vincolato.



Swami Vivekananda, The complete works of Swami Vivekananda, Vol. 2, Jnana-Yoga, trad. E.V.

La contrapposizione degli opposti

Maya non è una teoria che spiega il mondo; è semplicemente il riconoscimento dei fatti per come si manifestano, cioè che alla base del nostro esistere vi è la contrapposizione degli opposti, e che dobbiamo sempre muoverci attraverso questa tremenda contraddizione: ovunque c'è il bene deve esserci anche il male, e ovunque c'è il male deve esserci anche il bene; ovunque c'è la vita, la morte la segue come la sua ombra, e chi sorride prima o poi piangerà e vice-versa.

...

L'unico modo per fermare il male, dunque, è fermare anche il bene; non vi è altro modo. Per fermare la morte, dobbiamo fermare anche la vita. La vita senza la morte e la felicità senza l'infelicità sono contraddizioni e nessuna può essere trovata da sola, poiché ciascuna di esse non è che una diversa manifestazione della stessa cosa.


Swami Vivekananda, The complete works of Swami Vivekananda, Vol. 2, Jnana-Yoga, trad. E.V.