Quando una percezione o un pensiero o una sensazione si manifestano, non sono diversi dalla coscienza, poiché senza coscienza non potrebbero manifestarsi. Ogni percezione pensiero e sensazione devono dunque essere considerati come nient'altro che coscienza. Attenzione però al pericolo che tale affermazione possa essere male interpretata, invertendo i termini e considerando la coscienza limitata, in quanto costituita dalla percezione dal pensiero e dalle sensazioni, come se fosse una mente che unisce tutte le percezioni pensieri ed emozioni nella sua limitata immaginazione. O, più sottilmente, la coscienza potrebbe essere concepita come un' ulteriore percezione, pensiero o sensazione di qualcosa che deve essere ancora scoperta dalla mente.
La mente dualistica
Eliminando il termine intermedio della mente dualistica, la triade-conoscitore, conoscere, conosciuto-diventa una diade del solo conoscitore e conosciuto, senza niente fra di loro che li tenga separati. La diade successivamente collassa spontaneamente nella verità del sé interiore, nel quale non si conosce la dualità.
Atmananda Krishna Menon in The Teaching of Sri Atmananda Krishna Menon on Advaita Vedanta as presented by Sri Ananda Wood trad. E.V.
Sei coscienza incondizionata
Sri Ananda Wood in The Teaching of Sri Atmananda Krishna Menon on Advaita Vedanta as presented by Sri Ananda Wood trad. E.V. trad. E.V.
Chiarire la confusione dell'ego
La verità riguardo al sé è trovata chiarendo la confusione dell'ego, che mescola erroneamente il sé conoscitore con l'atto del conoscere proprio della personalità. Per chiarire la confusione, il sé che conosce deve essere completamente distinto da tutto ciò che è conosciuto come oggetto separato o come attività in continuo cambiamento. Attraverso una discriminazione attenta e imparziale, deve essere completata la dualità fra il soggetto che conosce, gli oggetti conosciuti e l'atto del conoscere, cosicché non rimane alcuna possibilità di confusione. Quando la dualità è chiarita, si è giunti allo stadio del testimone. Dal punto di vista dell'ego, rimane comunque un'ultima traccia di confusa dualità nell'idea stessa del testimone. Rimane infatti ancora la testimonianza delle diverse attività della mente. E, nonostante tutte le argomentazioni intellettuali volte a dimostrare il contrario, la testimonianza sembra essa stessa una di quelle attività, che illumina le apparenze e registra ciò che ha illuminato.
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