La Grande Via Zen di Sengcan

Hsin Hsin Ming è un poema del VI secolo attribuito al terzo patriarca Zen Sengcan. Il titolo può essere tradotto "Fede nella perfetta mente" o "Istruzioni della perfetta mente" o più semplicemente "Versi sulla perfetta mente". La presente traduzione libera di E. Vignali è stata ottenuta comparando diverse traduzioni in inglese dell'opera originale.

Hsin Hsin Ming

La Grande Via non è difficile
per chi non ha alcuna preferenza.
Lascia andare il desiderio e l'avversione,
ed essa si rivelerà da sé.

Ma se farai la più piccola distinzione,
ne sarai distante come lo è il paradiso dalla terra.
Se vuoi attingere la verità,
non avere opinioni né contro né a favore di qualunque cosa.



Ciascun individuo ha una relazione originaria con Dio

Nell'oceano si formano innumerevoli onde. Ciascuna di esse entra in relazione con quelle vicine per un breve periodo di tempo, ma la sua relazione con l'oceano è originaria, senza un inizio e senza una fine. Allo stesso modo, ciascun individuo ha una relazione originaria con Dio, che ne sia consapevole e lo accetti o no. L'ignoranza di tale verità è all'origine della nostra sofferenza.



Swami Tejomayananda, da Commentario all'Upadesha Saar di Ramana Maharshi, trad. E.V.

Il significato della preghiera nella coscienza di unità

La visione, anche solo per un istante, dei fatti della vita dal punto di vista soggettivo, o di Dio, fa sprofondare nell'insignificanza ogni aspirazione materiale, ogni preoccupazione, la nostra roboante saggezza e il nostro orgoglio e ci rendiamo conto che ″la saggezza degli uomini è ignoranza presso Dio″. Ogni altro obiettivo della vita scompare, restando solo quello di aumentare sempre più la propria coscienza di unità con il Padre, e, in ogni momento, pregheremo l'autentica preghiera del ricongiungimento nel riconoscimento che quell'Unico−Bene (All−Good) è la sola cosa reale nell'universo. 
Quando arriviamo al pieno riconoscimento dell'unità al posto della dualità, allora ci renderemo conto che la preghiera non è che il soliloquio di un'anima consapevole e giubilante, e smetteremo per sempre di utilizzare la preghiera come strumento per raggiungere bassi scopi personali.


H. Emilie Cady (medico omeopata ed esponente del New Thought) da Miscellaneous writings, 1916, trad. E.V.

L'ignoranza è la causa prima della nostra illusione

Come può esservi alcuna distinzione nella realtà suprema, che è assoluta e non-duale, nella quale l'ignoranza, la fonte prima della nostra illusione, si dissolve come l'oscurità nella luce?


Sri Sankara, Vivekakudamani, 403, trad. E.V.

Il Jnana Yoga

Secondo la dottrina dell'Advaita, definita dal filosofo mistico indiano Sankara nel IX sec. d.C., solo Brahman, l'Assoluto, è reale, mentre la vita come la conosciamo noi è un'illusione, chiamata con il termine sanscrito Maya (che significa ″creazione″).
La natura dell'essere umano (Atman) è la stessa di Brahman, e la via che l'individuo deve percorrere per realizzare questa verità prende il nome di jnana marga, ovvero il sentiero della conoscenza. Trattandosi di ignoranza, solo la conoscenza può infatti farci uscire dalla illusione, e non la devozione (bhakti) o l'azione (karma).Altro non vi è da fare, dal momento che l'anima umana coincide già con Brahman, e l'unico ″problema″ è dato dalla nostra inconsapevolezza della verità.


Non vi può essere una tale cosa come la mancanza di Dio

Per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi esistiamo attraverso di lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo attraverso di lui. (Corinzi 8:6-8) Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. (Romani 11:36)
Se Dio è la sostanza di tutte le cose visibili e invisibili, ed è onnipresente, non vi può essere una tale cosa come la mancanza di Dio e della sua sostanza in alcun luogo di questo universo. La malattia significherebbe la mancanza di vita in qualche parte del corpo. Impossibile.. La povertà significherebbe mancanza di sostanza nelle circostanze. Impossibile. La pazzia, l'ignoranza, la malattia significherebbero la mancanza di Dio, Mente Divina Onniscente, nell'uomo. Impossibile.
Tutte queste cose non dovrebbero essere considerate come qualcosa da combattere e vincere, ma come qualcosa di assolutamente inesistente.
Torniamo dunque alla nostra assoluta verità. C'è solo Dio. Tutto ciò che non è Dio e niente, semplicemente non esiste.


Emilie Cady (medico omeopata ed esponente del New Thought) da Miscellaneous writings, 1916, trad. E.V.