L'esistenza come esperienza unitaria

Per circa un secolo l'idealismo oggettivo ci ha rivelato la sua verità più profonda: l'esistenza come esperienza unitaria, che all'analisi si risolve nelle due grandi categorie generali chiamate il soggetto e l'oggetto. 

Mary Parket Follett, Creative experience 1924

La natura della realtà è sempre la stessa

L'unicità della realtà (l'essere una sola) e la sua unitarietà (non essere caratterizzata da alcuna sostanziale separazione)  non sono in alcun modo compromesse dal fatto che ognuno vive la realtà in modi diversi, così come l'unicità e l'unitarietà di una persona non è minacciata dal fatto che le altre persone la percepiscono ognuna in modo diverso e hanno con lei esperienze diverse.




Il soggetto della dis-identificaizone

Anche il tentativo di raggiungere una dis-identificazione dal proprio sé, o io, o corpo-mente, genera implicitamente un soggetto che si dis-identifica, un soggetto che poniamo ad un livello diverso da quello in cui avviene il processo di identificazione, ma che comunque permane come soggetto. La totale disidentificazione da qualunque soggetto farebbe cessare ogni possibile esperienza, anche quella della dis-identificazione.

Ciò che resta è sempre e solo il Sé universale

La manifestazione del Sé universale è un unico processo unitario. Un processo, cioè, che si realizza in infinite modalità, senza soluzione di continuità e senza generare separazione al proprio interno. Possiamo arbitrariamente giocare a individuare sotto−processi, definendo le modalità con cui essi avvengono e le relazioni che li legano reciprocamente, ma, quietandosi il caotico movimento della manifestazione, ciò che resta infine è sempre e solo il Sé universale.

L'esperienza del tutto

Perché ″il tutto″ non può essere considerato oggetto dell'esperienza? Perché se fosse un oggetto ci dovrebbe essere un ulteriore soggetto che ne fa l'esperienza. Solo il Sé universale può fare l'esperienza di se stesso (cioè del tutto), essendo soggetto ed oggetto ad un tempo. E' però consigliabile superare anche le nozioni di soggetto ed oggetto, e considerare la manifestazione del Sé universale come un unico processo unitario. Un processo, cioè, che si realizza senza soluzione di continuità in infinite modalità e senza generare separazione al proprio interno. Possiamo arbitrariamente giocare a individuare sotto−processi, definendo le modalità con cui essi avvengono e le relazioni che li legano reciprocamente, ma, quietandosi il caotico movimento dell'esistenza, ciò che resta infine è sempre e solo il Sé universale.

Soggettività e oggettività

Soggettività e oggettività sono solo le due facce della stessa coscienza.


Sri Aurobindo in The life divine (1970) trad. E.V.

Anima e corpo

La consueta divisione del mondo in soggetto e oggetto, esterno e interno, anima e corpo, non è più soddisfacente e ci porta in un vicolo cieco.


Werner Heisenberg (premio nobel per la fisica) in Physics and beyond (1971) trad. E.V.