Tutto è partecipe dell'Uno

Non esiste moltitudine che non sia in qualche modo partecipe dell'Uno, ma ciò che è moltitudine considerando le parti, è uno nel suo insieme, e le cose che sono molte considerando gli accadimenti sono una cosa sola considerando il soggetto, e ciò che è molteplice considerando il numero o le potenze è uno nella specie, e ciò che comprende diverse specie è uno nel genere, e le cose che sono molteplici nel loro prodursi sono una cosa sola nel principio. Nessuna delle cose che esistono non partecipa in qualche modo all'Uno che, in quanto è unico in ogni maniera possibile, comprende dall'origine in maniera assoluta tutte le cose e tutto l'universo e i loro contrari. 


Pseudo Dionigi in JOANNIS SCOTI VERSIO OPERUM S. DIONYSII AREOPAGITAE, De divinis nominibus, trad. E.V.

Tutte le cose sono parti dell'Uno

Dio è Uno perché è tutte le cose in modo universale nella eccellenza di una sola unità, ed è la causa di tutte le cose senza venir meno a tale unità. Infatti, nessuno degli esseri esistenti non è parte dell'Uno, ma come ogni numero partecipa dell'unità e si dice una coppia, una decade, una metà, un terzo e un decimo, così tutte le cose e tutte le loro parti sono parti dell'Uno, e grazie al fatto che esiste l'Uno, tutti gli esseri esistono. L'Uno che è causa di tutte le cose non è formato da molti, ma precede ogni unità e moltitudine e le definisce. 


Pseudo Dionigi in JOANNIS SCOTI VERSIO OPERUM S. DIONYSII AREOPAGITAE, De divinis nominibus, trad. E.V.

L'unità è prima di ogni numero

Senza l'uno non ci può essere moltitudine, ma l'uno può esserci senza moltitudine. Come l'unità è prima di ogni numero moltiplicato, se tutte le cose si unissero fra di loro, sarebbero nel loro insieme l'uno.


Pseudo Dionigi in JOANNIS SCOTI VERSIO OPERUM S. DIONYSII AREOPAGITAE, De divinis nominibus, trad. E.V.

L'uno è eterno e invariabile

Il Medesimo è nella sua essenza eterno e invariabile. Rimane sempre in se stesso, sempre nella stessa maniera, e si mantiene ugualmente presente a tutte le cose. 
Si colloca da se, stabilmente e mai profanato, nei bellissimi confini di un'Identità soprasostanziale, ... non nel senso che non sia ancora formato o che sia incompiuto ... né che non esista in alcun luogo, ma in quanto [ente] assolutamente non creato o generato e sempre esistente e in se perfetto e sempre uguale a se stesso ... Esso congiunge gli esseri gli uni con gli altri, in quanto è causa di identità che contiene già in se, alla stessa maniera, anche le cose contrarie, secondo una sola ed unica Causa al di sopra di tutte le identità. 


Pseudo Dionigi in JOANNIS SCOTI VERSIO OPERUM S. DIONYSII AREOPAGITAE, De divinis nominibus, trad. E.V.

L'Uno è al di sopra di ogni negazione

La causa perfetta ed unitaria di tutte le cose è al di sopra di ogni affermazione; e l'eccellenza di colui che è assolutamente staccato da tutto e al disopra di tutto è superiore ad ogni negazione.


Pseudo Dionigi in JOANNIS SCOTI VERSIO OPERUM S. DIONYSII AREOPAGITAE, De divinis nominibus, trad. E.V.