Una porta per l'immortalità

Solo quando morirai a quello che sei oggi, come falsa entità (separata), solo allora saprai che la morte era solo una porta per l’immortalità.


Osho in Vigyan Bhairav Tantra (1973)

Un flusso senza inizio e senza fine

Se si pone un inizio e una fine, allora la causalità ha un senso. Se si considera invece l'intero flusso come senza inizio e senza fine, allora tutte le cose diventano altre cose e vengono da altre cose. Proprio come le onde dell'oceano, ogni onda ha altre onde dietro di sé e altre davanti. L'intero oceano è fatto di onde e le onde sono eterne.

Osho in I am the gate (1974) trad. E.V.

Non "chi" ma "cosa" è?

Se chiedi "chi sono io?" o "chi sei tu?" la domanda è formulata non per ottenere una risposta, ma per eludere la questione. Non c'è nessuno dentro [di te o di me]; infatti, non c'è affatto un dentro e nel momento in cui viene meno il dentro cessa di esistere anche il fuori. Il momento in cui tu smetti di essere qualcosa di interiore, viene meno anche l'esteriorità. Allora, l'intero mondo diviene un unico intero. L'esistenza diviene un unico intero, non divisa nella dicotomia dell'io e del tu. Per questo motivo la domanda "chi sei tu?" per me non ha senso. Piuttosto, "cosa è?" è l'unica domanda rilevante. Non "chi" ma "cosa", perché il cosa può essere il tutto. E ci si può interrogare sulla totalità, su tutto ciò che esiste.
Dunque, la domanda "cosa è?" è fondamentale e non vi è dicotomia in essa, essa non crea divisione. La domanda "chi?" invece divide fino dal primo momento, accetta la dualità, la molteplicità, la dualità degli esseri. C'è solo l'essere, non gli esseri. Con ciò intendo dire che c'è solo l'esistere. 


Osho, da I am the gate (1976) trad. E.V.

L'esistenza è un processo di manifestazione non di realizzazione

L'intera esistenza è un processo di "manifestazione" non di "realizzazione". Per questo motivo il classico concetto di un Dio creatore non mi è familiare. Dio "il creatore" rispecchia la nostra concezione egoistica della creazione come realizzazione. Poiché noi "facciamo" qualcosa, così Dio ha "fatto" il mondo. Abbiamo proiettato noi stessi sul piano cosmico per cui ci sono il creatore e la creazione. La dicotomia è tutta lì. ... Per me, Dio è ciò che si manifesta, non il creatore, ma ciò che continua a manifestarsi. Dio indica ciò che si manifesta in eterno. Dunque, tutto ciò che si manifesta è Dio. Voi e chiunque altro siete manifestazioni. Questa eterna manifestazione è Dio. Non ci sono creatore e creazione. La stessa dicotomia è egoistica, è la nostra proiezione sul piano cosmico.


Osho da I am the gate (1976) trad. E.V.

L'unitarietà non è una forma di relazione

Qual è la mia relazione con il cosmo e con le altre persone? Una "relazione" può esistere solo fra due identità [separate]. Io sono uno, non sono in relazione. L'unitarietà (oneness) non è una forma di relazione. La relazione è sempre fra due: è dualità. Ciò può sembrare paradossale, ma in ogni forma di relazione tu non sei "collegato". In qualunque modo tu possa essere in una relazione, tu rimani non collegato, perché il collegamento esiste solo fra due. Dunque la relazione è solo un modo per nascondere la dualità. ...
Nell'amore, ad esempio, sembra che esista un collegamento. Creiamo pertanto l'illusione della relazione, ma, di fatto, stiamo imbrogliando noi stessi. I due resteranno due. Per quanto vicini, resteranno due. Anche nell'unione sessuale resteranno due. Questo essere due, questo dualismo non durerà in eterno. La relazione sta solo creando una falsa unitarietà. Che non esiste. L'unitarietà non può esistere fra due identità. L'unitarietà può esistere solo fra due non-identità.


Osho da I am the gate (1976) trad. E.V.