Il potere del pensiero di manifestare la realtà

La coscienza ridotta dell'individuo [in merito alla propria natura] genera nella sua azione quelle limitazioni caratteristiche della materia. L'essere umano è Mente in tutti i piani della sua coscienza e non è, né è mai stato, di natura materiale né limitato dalla materia, come ha invece sempre creduto, rimanendo apparentemente imprigionato nell'universo fisico.
Egli è Spirito e vive in un mondo di spirito nel quale tutte le cose sono in soluzione fra di loro. Esiste nella Mente Universale l'idea di tutto ciò che può essere immaginato dall'essere umano, il quale, attraverso il potere del proprio pensiero, dà ad essa forma e visibilità. Non crea realmente alcunché, semplicemente riceve l'idea dall'universale la fissa nella forma grazie e attraverso il potere del pensiero, vibrazione che agisce su quella sostanza immanifesta che costituisce il "mondo senza forma e senza vuoto". 

Ogni forma, a sua volta, è dunque solo una vibrazione cristallizzata, e non è una creazione permanente, ma un'immagine transitoria dell'idea, fissata sulla tela della visibilità dalla mente dell'individuo.


Da The unreality of matter, Unity magazine, Oct. 1897, trad. E.V.

Dio come causa è Uno

Il punto fondamentale è che Dio, come causa, è Uno, e rimane uno anche quando si manifesta come molteplicità; la manifestazione come molteplicità deve necessariamente essere unica nella sua essenza, poiché Dio non può separarsi da se stesso o dividersi in parti, rimanendo invece eternamente l'unità indivisibile.
Dio deve rimanere sempre l'inattingibile principio al disopra, al di là e dietro ogni idea di esso.



Da The unreality of matter, Unity magazine, Oct. 1897, trad. E.V.

Tutto è pervaso dalla stessa vita e intelligenza

L'albero è un centro di energia nel quale sono manifeste a un certo livello la stessa vita e intelligenza che appaiono nell'essere umano. 
Attraverso la Mente invisibile comune a tutto ciò che esiste, le sensazioni e qualità dell'albero sono presenti sia nell'individuo sia al di fuori di esso, nel piano dei fenomeni. Dunque l'essere umano, quando osserva se stesso attraverso una coscienza limitata alla sola forma, è un centro di energia e intelligenza che include nella propria manifestazione tutto quanto è al di fuori di se, nella natura.

Quando invece egli arriva a concepire la propria unità con la sostanza universale, nella sua espressione come energia e intelligenza cosciente, riesce allora a esercitare la propria influenza su ogni forza, costruttiva o distruttiva. Acquista così il dominio sull'intero mondo del visibile, compreso il suo stesso corpo, in proporzione al livello in cui riconosce coscientemente la Mente quale forza che agisce e dirige.



Da The unreality of matter, Unity magazine, Oct. 1897, trad. E.V.

Una visione della creazione

Dio riversa completamente il proprio Spirito nel Figlio, Cristo, la perfetta idea dell'Uomo. Suo Figlio, a sua volta, da forma all'uomo personificato, attraverso l'azione mentale, il pensiero, che è vibrazione. Dunque, l'unica creatura di Dio è l'Uomo, l'idea perfetta, e tale idea, a sua volta, proietta all'esterno l'idea del Figlio dell'Uomo, l'essere umano personificato e limitato, attraverso il quale sono espresse tutte le altre forme. 
Tutti e tre [Dio, Cristo -l'Uomo perfetto- e il Figlio dell'Uomo -l'uomo personificato-] sono però una cosa sola e non possiamo avere una chiara idea della creazione ignorando o separando i piani di azione.




Da The unreality of matter, Unity magazine, Oct. 1897, trad. E.V.

Problemi della filosofia speculativa

Il fallimento nel comprendere la relazione fra l'interno e l'esterno [nell'individuo] è la causa di tutte le differenziazioni fra le scuole che sostengono che "non c'è realtà al di fuori della materia" e quelle che affermano che "la materia non esiste".

La causa di molte delusioni nella filosofia speculativa risiede nel presumere che poiché Dio è sempre presente nella materia come nell'azione, dunque egli è la materia e l'azione di per se. 




Da The unreality of matter, Unity magazine, Oct. 1897, trad. E.V.