L'unità con la Vita e la Potenza Infinite

L'uomo conosce se stesso solo come un essere fisico, non differendo sostanzialmente dall'universo materiale che lo circonda. ... Poi, contemplando se stesso e desiderando scoprire la verità sulla propria esistenza, gradualmente emerge nella sua coscienza il fatto che la sua vita è Essere Divino, e che non è mai stato altro - tranne che nella sua stessa mente, quando nel suo pensiero ha scambiato la semplice forma della propria esistenza come la vera vita essenziale stessa, separando così la propria vita dalla Vita Divina Infinita. Si rende quindi conto che egli in Dio vive, si muove e ha il suo essere, e che Dio è la vita della sua vita, la sua vita stessa. Così diventa cosciente della sua unità con la Vita e la Potenza Infinite. 


Ralph Waldo Trine (filosofo del New Thought) in The greatest thing ever known (1898) trad. E.V.

La matrioska dell'autocoscienza

Attraverso la consapevolezza di unità del tutto si supera il senso di divisione e separazione generato nell'individuo dalla dicotomia fra il soggetto e ciò che viene percepito come l'oggetto della sua esperienza. Ma si evita anche quella, pur presente nei testi sapienziali orientali dell'osservatore che osserva, e controlla, sé stesso.
Tale impostazione genera infatti il cosiddetto "circolo vizioso dell' autocoscienza", per cui è sempre possibile individuare un ulteriore "osservatore" che osserva ogni processo in atto, a qualunque livello, come in un gioco di Matrioske nel quale possiamo sempre includere quella o quelle più piccole in una più grande.