Ributtare la goccia nel mare

Questo film dalle straordinarie atmosfere himalayane si chiude con una frase che il protagonista, un monaco buddhista, legge a chiusura della sua temporanea esperienza ″mondana″ di uomo sposato e con un figlio (proprio come il principe Gautama): ″Come evitare che la goccia d'acqua si asciughi? Rigettandola nel mare.″.
È evidente il riferimento all'impermanenza della manifestazione della realtà e al ciclo delle rinascite, ma non deve sfuggire all'osservatore consapevole la premessa che attribuisce alla goccia una identità sua propria (anche se temporanea) individuata sulla base di caratteristiche quali, in primis, la forma. Come già affermato in altri post, l'individuazione e contrapposizione della goccia al mare è arbitraria e frutto di una visione dualistica della realtà. Di fatto, non esistono di per sé né la prima né il secondo, ma esiste soltanto l'acqua.  
Nel Buddhismo, l'avidya, l'ignoranza della verità, è una delle tre ″radici non salutari″ che tiene l'essere umano legato al ciclo delle esistenze (il Samsara, appunto). Attenzione dunque a non alimentarla, anche indirettamente, attraverso la convinzione che vi sia realmente una goccia ″da salvare″.



Solo nome e forma della realtà

Dobbiamo riconoscere che il mondo è solo una ″manifestazione″ non reale in sé stessa, ma solo nome e forma della effettiva realtà che è non−duale. Qualunque spiegazione del maestro e comprensione dello studente devono partire da questo punto. 


Dennis Waite (insegnate di Advaita inglese) in Back to the truth (2007) trad. E.V.

Definizione di sistema unitario

Un sistema unitario di pensiero è un sistema universale basato su di un singolo concetto della forma del processo. Il pensiero unitario non costituisce una organizzazione completa di fatti stabiliti. E’ la continua attività di riconoscimento di una forma universale anche nella diversità di un particolare processo.


Lancelot Law Whyte (scienziato e scrittore scozzese) in The Next Development in Man (1948) trad. E.V.

La vera conoscenza

La conoscenza della natura ultima della realtà è diversa da ogni altra forma di conoscenza, perché quando la si raggiunge, non si deve comprendere niente altro. Mentre la conoscenza della forma della realtà e delle sue leggi, apre sempre ulteriori spazi di conoscenza da raggiungere, la comprensione dell'unità del tutto offre quella conoscenza raggiunta la quale ogni altra cosa è conosciuta.

Ma noi esistiamo ?

Chiedere se esistiamo è una domanda apparentemente assurda. Come negare la coscienza di sé e quell'insieme di percezioni e attività mentali che chiamiamo vita? Molti testi e insegnanti sembrano mettere tuttavia in discussione proprio la base stessa della nostra esistenza fisica. Tu credi di esistere! Tu non sei nemmeno quello che sta leggendo queste righe! E' solo un'illusione generata dalla mente!
Si e no.
Dal punto di osservazione della non-dualità noi certamente esistiamo. Esistiamo però come una delle infinite forme della manifestazione dell'ente unico assoluto.
Più precisamente, più che di ″forma″ è opportuno parlare di ″processo″, in quanto la forma in sé è impermanente, mentre il processo si manifesta all'interno di un fluire continuo e unitario che, pur caratterizzato da un infinito grado di diversificazione, non genera tuttavia separazione al suo interno.
Dunque, tutto ciò che è, e può in qualche modo essere definito, esiste. All'interno dell'Uno. 


Tutto è espressione di un unico processo

Il processo di manifestazione dell'ente unico assoluto si esprime in infiniti modi. Alcuni sono da noi definiti come ″materia″ (e dunque ″forma″), mentre altri sono solamente una modificazione del campo unico di energia. Ciò significa che tutto ciò che rientra in tale manifestazione, indipendentemente dalla modalità con cui essa avviene, e dalla forma che può assumere quando essa è in atto, è comunque espressione di un processo unitario e ha una comune natura.
Per questo motivo la definizione fra materiale e immateriale è arbitraria, come lo è anche quella fra ciò che chiamiamo ″reale″ e ciò che consideriamo una ″illusione″. Si tratta soltanto di forme diverse di un unico processo di manifestazione. E' come voler distinguere fra il colore giallo e il colore viola dell'arcobaleno.

Non oggetti ma forme

Le più piccole unità di materia non sono di fatto oggetti fisici nel senso classico del termine, sono invece forme.



Werner Heisenberg (premio nobel per la fisica) in Physics and beyond (1971) trad. E.V.