Il misticismo consiste, secondo una bella definizione che trovo in Plotino, nel vedere a occhi chiusi, nel vedere con gli occhi dell'anima mentre sono chiusi gli occhi del corpo. Il fenomeno essenziale del misticismo è ciò che si chiama estasi, uno stato nel quale, essendo interrotta ogni comunicazione col mondo esterno, l'anima ha il senso di comunicare con un oggetto interno che è l'essere infinito, Dio. Man mano che la scienza serra più da vicino la realtà, soprattutto nel mondo psicologico e morale, appare evidente che in ciò che si chiama fenomeno è implicito qualcosa di extra fenomenale, preso alla coscienza che lo spirito ha di se stesso. Se tutto dunque può essere conosciuto scientificamente, poiché tutto presenta una faccia fenomenale, in complesso ogni fenomeno include e suppone lo spirito come realtà.
È sbagliato parlare di una duplice entità
Quando si dice che l'Atman [lo spirito universale] è immutabile, si sottintende che le altre cose subiscono invece modifiche, e allora, come la mettiamo con l'Advaita, il non−dualismo? Se non esiste nulla all'infuori dell'Atman, è sbagliato parlare di una duplice entità, non sono due, ma una sola! Non ci sono dubbi in proposito, non ne possono sorgere.
Sai Baba in La conoscenza (Jnana) Mother Sai
Il ciclo dello spirito nell'universo
La reale vita dell'universo consiste in questo flusso e riflusso: l’efflusso e l'auto-espressione dello spirito nella materia e la " conversione " o ritorno dello spirito all’Unità.
Tutto è Lui, poiché Lui è tutto
Attraverso l'atto di proiettare se stesso nell'esistenza, l'Essere Divino e Infinito non muta affatto la propria fondamentale natura, cosa che, peraltro, sarebbe impossibile fare per definizione. In cosa consiste dunque, realmente, l'esistenza? Solo nell'Essere Divino stesso in tutte le sue manifestazioni, che durano per tutta l'eternità. Dio, dunque, è l'Essere Infinito, lo Spirito Infinito che è l'essenza di tutto ciò che esiste, la vita stessa, e riempie l'intero universo di sé così che tutto è Lui, poiché Lui è tutto.
Ralph Waldo Trine (filosofo e autore del New Thought) in The greatest thing ever known (1898) trad. E.V.
L'album della vita
Sfoglio l'album della mia vita
volti, momenti, luoghi.
Sono morto e rinato mille volte
sempre diverso e sempre uguale.
Guardo il mondo oltre il vetro
e mi sento spettatore in una
dimensione senza tempo.
Osservo le gemme sugli alberi
impegno totale di cellule verdi
dedicato al Padre Cielo
e alla Madre Terra.
Mi sento una casa troppo
piccola per il mio spirito.
Un diario troppo breve
per descrivere mille esistenze.
Infinitamente grande
e infinitamente piccolo.
Allineo davanti a me
i segnali della vita
come pezzi di un puzzle ignoto.
(a.a.)
(a.a.)
Spirito, sei in tutte le cose ...
Ti sento, Spirito
Ti sento attraverso le orecchie del mio spirito-lupo.
Ti sento Spirito negli alberi
mentre il vento muove le loro fronde
nel mio villaggio alla sera.
Ascolto la tua voce nell’acqua
mentre scorre sulle pietre del ruscello
che passa accanto alla mia famiglia, alla mia gente.
Ti sento, Spirito, in tutte le cose ...
Ti vedo, Spirito.
Ti vedo attraverso gli occhi del mio spirito-falco.
Ti vedo nel viso dei bambini del mio villaggio
quando li guardo negli occhi.
Ti vedo quando guardo le stelle
nella volta del cielo notturno
che copre la mia casa.
Vedo la tua opera, Spirito.
Come le pennellate del paesaggio
dipinto nei colori del deserto che mi circonda,
Ti vedo, Spirito, in tutte le cose ...
Ti assaporo, Spirito.
Ti assaporo attraverso la lingua del mio spirito-serpente.
Assaporo la tua brama per la mia saggezza.
Assaporo la tua tolleranza verso il mio apprendimento.
Assaporo la tua compassione per la mia anima.
Ti assaporo, Spirito, in tutte le cose ...
Preghiera tradizionale dei nativi americani Hopi (libera traduzione E.V.)
L'impermanenza di tutte le forme
Eraclito chiamava Logos la fondamentale unità del tutto, che contiene e trascende ogni coppia di forze fra di loro opposte. La divisione di tale unità è iniziata con la scuola Eleatica, che ha posto un Principio Divino al di sopra di tutte le divinità e gli esseri umani. Tale Principio è stato inizialmente identificato con la sostanziale e impersonale unitarietà dell'universo, per poi diventare un Dio intelligente e personificato che tutto controlla e influenza. Da ciò è nato quel filone di pensiero che ha portato, infine, alla separazione fra spirito e materia e al dualismo caratteristico della filosofia occidentale.
L'idea generale che emerge dall'Induismo, è invece quella di un cosmo organico che cresce in modo ritmico; un universo nel quale tutto è fluido e in costante cambiamento e ogni forma statica è maya, ovvero esiste solo come concetto illusorio.
Quest'idea dell'impermanenza di tutte le forme è il principio base del Buddhismo.
Come se l'uno fosse due
Siamo tutti figli della convinzione di separazione. E' su questo presupposto che costruiamo la nostra identità e affrontiamo la vita. Ogni percezione è per noi la ″nostra″ percezione ed ogni esperienza è la ″nostra″ esperienza. Il loro insieme è la ″nostra″ vita. Ognuno ha la sua. La si ″riceve in dono″ e un giorno, prima o poi, la si ″lascia″. Ma chi è questo soggetto che transita attraverso l'esistenza come una cometa che attraversa il cielo, lasciando dietro di sé una coda variamente lunga e luminosa?
Poiché è difficile per noi identificarlo in qualcosa di estemporaneo come il corpo, qualcosa che nasce e muore, si struttura e si decompone, abbiamo pensato che debba esistere qualcosa di ulteriore, meno condizionato dai cicli dell'esistenza.
Lo abbiamo chiamato spirito, anima, coscienza, sé, ecc... .
Cos'altro avremmo potuto fare? Ammettere le nostra assoluta dissoluzione nel nulla eterno? D'altronde, se da qualche parte proveniamo (e il fatto che siamo qui lo conferma), da qualche parte dovremo pur finire!
Tutte queste considerazioni nascono proprio dalla difficoltà di riconciliare la forma con l'essenza delle cose (e di noi stessi) e se pensiamo che il corpo sia realmente solo ″un corpo″, ci troviamo ad affrontare tutte le questioni sopra esposte. Ma se proviamo a considerare che questo nostro corpo è solo una delle infinite modalità attraverso le quali si manifesta l'ente unico assoluto, se riconosciamo che non vi sono tanti soggetti diversi quante sono le forme di tale manifestazione, e che le realtà è un unico processo senza soluzione di continuità, allora la narrazione dell'esistenza è contenuta e raccolta in un unico libro, con un unico titolo. E' la storia di un unico soggetto e della ″sua″ vita. Di come si è manifestato in infiniti modi, alcuni dei quali gli hanno persino permesso di fare l'esperienza di se stesso come se fosse qualcuno di diverso, di altro, di separato. Come se l'uno fosse due.
Poiché è difficile per noi identificarlo in qualcosa di estemporaneo come il corpo, qualcosa che nasce e muore, si struttura e si decompone, abbiamo pensato che debba esistere qualcosa di ulteriore, meno condizionato dai cicli dell'esistenza.
Lo abbiamo chiamato spirito, anima, coscienza, sé, ecc... .
Cos'altro avremmo potuto fare? Ammettere le nostra assoluta dissoluzione nel nulla eterno? D'altronde, se da qualche parte proveniamo (e il fatto che siamo qui lo conferma), da qualche parte dovremo pur finire!
Tutte queste considerazioni nascono proprio dalla difficoltà di riconciliare la forma con l'essenza delle cose (e di noi stessi) e se pensiamo che il corpo sia realmente solo ″un corpo″, ci troviamo ad affrontare tutte le questioni sopra esposte. Ma se proviamo a considerare che questo nostro corpo è solo una delle infinite modalità attraverso le quali si manifesta l'ente unico assoluto, se riconosciamo che non vi sono tanti soggetti diversi quante sono le forme di tale manifestazione, e che le realtà è un unico processo senza soluzione di continuità, allora la narrazione dell'esistenza è contenuta e raccolta in un unico libro, con un unico titolo. E' la storia di un unico soggetto e della ″sua″ vita. Di come si è manifestato in infiniti modi, alcuni dei quali gli hanno persino permesso di fare l'esperienza di se stesso come se fosse qualcuno di diverso, di altro, di separato. Come se l'uno fosse due.
Io sono tutto ciò che esiste
Io Sono l’Essenza, lo Spirito, la Causa motrice della tua vita, di tutte le vite, di tutte le cose della vita, sia visibili che invisibili. Non c'è niente di perituro, perché Io, l'Impersonale Uno, SONO tutto ciò che c'è. Io Sono Infinito e completamente libero; l'Universo è il Mio Corpo, tutta l'Intelligenza che esiste emana dalla Mia Mente, tutto l'Amore che esiste scorre dal Mio Cuore, tutto il Potere che esiste è la Mia Volontà in azione. ... Questo IO SONO che sta parlando qui è il Vero Te Stesso, e nel leggere queste parole è necessario che tu comprendi che sei Tu, il tuo Sé, che sta parlando con la tua coscienza umana, per comprendere pienamente il loro significato.
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