La più grande rivoluzione per l'essere umano
a livello individuale e come specie
è la comprensione dell'unità del tutto.

Lo scopo di questo blog è favorire la comprensione del principio di non−dualità, in base al quale la realtà è riconosciuta come l'espressione di un ente unico, indivisibile e, secondo la nostra concezione del tempo, eterno. Dunque, una visione che ammette la medesima essenza in tutto ciò che esiste, oltre l'apparente diversificazione di forma. Si è scelto di dare più spazio possibile agli autori occidentali, antichi e moderni, per valorizzare sia quella linea di pensiero unitario che ha attraversato la nostra cultura a partire dalla Grecia Classica fino al New Thought, sia il misticismo di matrice cristiana che ha nutrito la speculazione teologica e filosofica nel corso dei secoli.

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One Self non−duality hub è la porta
per una nuova visione di unità del tutto!

Infinito e finito insieme

Il Dio della coscienza non è un dio astratto, un re solitario relegato dalla creazione sul trono deserto di un'eternità silenziosa e di un'esistenza assoluta che ricorda il nulla stesso; è piuttosto un dio vero e reale, l'uno e il molteplice, il tempo lo spazio e il numero, l'essenza e la vita, l'indivisibilità e la totalità, il principio, la fine e l'intermedio, al vertice dell'espressione dell'essere e al suo più umile livello, infinito e finito insieme nella sua triplice identità di dio, natura e umanità.


Hippolyte Taine in Les Philosophes classiques du XIXe siècle en France (1857): M. Cousin philosophe, trad. E.V.

Che la Realizzazione si manifesti da sé

Cerca di capire che il Nirvana e il Samsara non sono due cose distinte.
Se non hai ancora raggiunto questa comprensione,
Continua a impegnarti ad affermare l'uguaglianza delle Due Verità 
[quella del mondo fenomenico e quella trascendentale].

Cerca di esprimere l'unitarietà del sé e degli altri.
Se non ci sei ancora riuscito,
non restare aggrappato al corpo-mente.

Lascia che la Realizzazione si manifesti da sé.
Se non lo ha ancora fatto
non cercarla attraverso regole e riti.


Milarepa in The hundred thousand songs of Milarepa (Mila Grubum) translated and annotated by Garma C. C. Chang (1962) trad. E.V.

Un solo soggetto

La realtà appare tanto più divisa e frammentata quanto più facciamo coincidere il soggetto che fa l'esperienza con l'esperienza stessa.  Il soggetto è uno per tutte le esperienze.



L'Uno è ciò cui niente è aggiunto

Cosa è l'Uno? L'Uno è ciò cui niente è aggiunto. L'anima coglie la Divinità come essa è: pura in se stessa, e niente le è aggiunto, neppure col pensiero. L'Uno è la negazione della negazione. Tutte le creature portano in sé una negazione in quanto ciascuna nega di essere l'altra e anche un angelo nega di essere l'altro. Ma Dio nega la negazione; egli è l'Uno e nega ogni altra cosa, compresa la negazione, dal momento che niente è al di fuori di lui. Tutte le creature sono in Dio e sono la sua propria divinità, e questo significa la interezza. 



Meister Eckhart, Sermone 21 "Un solo Dio e padre di tutti", trad. E.V.

Un unico processo di manifestazione della realtà

La realtà può essere definita come un insieme unitario di infiniti processi, ciascuno dei quali trova la propria origine nella comune e unica causalità data dalla manifestazione dell'Uno. Questa si realizza secondo le due sole leggi  della moltiplicazione e della differenziazione, al suo interno, senza generare sostanziale separazione.

Tutto è Lui, poiché Lui è tutto

Attraverso l'atto di proiettare se stesso nell'esistenza, l'Essere Divino e Infinito non muta affatto la propria fondamentale natura, cosa che, peraltro, sarebbe impossibile fare per definizione. In cosa consiste dunque, realmente, l'esistenza? Solo nell'Essere Divino stesso in tutte le sue manifestazioni, che durano per tutta l'eternità. Dio, dunque, è l'Essere Infinito, lo Spirito Infinito che è l'essenza di tutto ciò che esiste, la vita stessa, e riempie l'intero universo di sé così che tutto è Lui, poiché Lui è tutto.


Ralph Waldo Trine (filosofo e autore del New Thought) in The greatest thing ever known (1898) trad. E.V.

Tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine

Se con l'affermazione “tutto ha un inizio e una fine” si nega la possibilità dell’esistenza di un ente assoluto, e pertanto infinito rispetto a qualsiasi dimensione, temporale, spaziale, ecc... , dichiarando invece che ″tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine″ si è presa la torta del tutto e se ne ha tagliato una fetta: la specifica fetta che comprende solo ciò che ha un inizio.
Restringere il campo di osservazione solamente a ciò che ha un inizio, sposta dunque il piano di analisi dalla natura della realtà, che è assoluta, alla sua manifestazione, all’interno della quale è invece possibile individuare singoli processi aventi caratteristiche relative. Ciò avviene applicando categorie arbitrarie da noi create (quali, appunto il tempo e lo spazio), e non deve comunque costituire una premessa per affermare l’esistenza di separazione all’interno della manifestazione della realtà stessa.

L'Uno come Verità Creatrice

L'Unica Essenza è assolutamente priva di aspetti individuali e limiti ed è considerata Verità Creatrice, mentre quando si manifesta nell'individualità attraverso la molteplicità e la pluralità è l'universo creato.


John. A. Subhan (sufi convertito al cristianesimo) in Sufism, its saints and shines 1970 (trad. E.V.)