La più grande rivoluzione per l'essere umano
a livello individuale e come specie
è la comprensione dell'unità del tutto.

Lo scopo di questo blog è favorire la comprensione del principio di non−dualità, in base al quale la realtà è riconosciuta come l'espressione di un ente unico, indivisibile e, secondo la nostra concezione del tempo, eterno. Dunque, una visione che ammette la medesima essenza in tutto ciò che esiste, oltre l'apparente diversificazione di forma. Si è scelto di dare più spazio possibile agli autori occidentali, antichi e moderni, per valorizzare sia quella linea di pensiero unitario che ha attraversato la nostra cultura a partire dalla Grecia Classica fino al New Thought, sia il misticismo di matrice cristiana che ha nutrito la speculazione teologica e filosofica nel corso dei secoli.

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One Self non−duality hub è la porta
per una nuova visione di unità del tutto!

Hume sulla coscienza di sé

Vi sono filosofi che credono che noi siamo in ogni istante profondamente coscienti di ciò che chiamiamo ″il nostro Sé″ e che abbiamo la precisa sensazione della sua esistenza e del suo continuare nell'esistenza ... Da parte mia, quando entro profondamente in ciò che chiamo ″il mio Sé″, incontro sempre qualche particolare percezione, o altro, caldo o freddo, luce od ombra, amore o odio, dolore o piacere. Non riesco mai a sentire il mio Sé senza che vi sia anche una particolare percezione, e alla fine non riesco ad osservare altro che la percezione stessa.


David Hume (filosofo scozzese XVIII sec.) in A Treatise of Human Nature: Being an Attempt to introduce the experimental Method of Reasoning into Moral Subject, first book: Of the Understanding (1739) trad. E.V.

Una visione universale

La visione unitaria o di non−dualità è universale perché ammette la possibilità che continui ad esistere anche la visione di dualità, trovando ad essa un senso all'interno della manifestazione della realtà. Per questo non è necessario un processo di sostituzione dell'una con l'altra, ma solo di ampliamento per includere la seconda nella prima. 

Ancora sul libero arbitrio

Il libero arbitrio dell'essere umano esiste, ma come variabile indipendente all'interno della più generale equazione della manifestazione della realtà. Esso non è, cioè, un fattore esogeno, ma endogeno rispetto all'unico processo di espressione dell'Uno. Il suo esercizio è dunque un sottoprocesso con poche costanti, a differenza, ad esempio, di altri processi che soggiaciono a leggi universali come quella della gravità.

Ciò che resta è sempre e solo il Sé universale

La manifestazione del Sé universale è un unico processo unitario. Un processo, cioè, che si realizza in infinite modalità, senza soluzione di continuità e senza generare separazione al proprio interno. Possiamo arbitrariamente giocare a individuare sotto−processi, definendo le modalità con cui essi avvengono e le relazioni che li legano reciprocamente, ma, quietandosi il caotico movimento della manifestazione, ciò che resta infine è sempre e solo il Sé universale.

La separazione è solo nella mente

E' soltanto nella nostra mente che la nostra vita è separata da quella di Dio. È soltanto nella nostra mente che viviamo tale separazione, e usiamo il termine ″viviamo″ anche se la vera vita non è realizzata e goduta coscientemente. In realtà, infatti, ″in Lui viviamo e conduciamo la nostra esistenza″.


Ralph Waldo Trine (filosofo e autore del New Thought) in The greatest thing ever known (1898) trad. E.V.

Lo stato naturale dell'esistenza

Se l’unità del tutto è lo stato naturale in cui esistiamo, allora ogni nostra convinzione di dualità e separazione è solo un'errata interpretazione di quanto percepito attraverso i sensi o elaborato dalla mente.

Tutto è espressione di un unico Sé

Come non vi è alcun Sé universale separato dalla realtà, non vi è nemmeno un Sé individuale (io) separato dall'esperienza. Tutto è infatti espressione di un unico Sé e si manifesta in un'unica coscienza.


Sul concetto di separazione

Se fra due punti vi è qualcosa, come possono essere considerati separati?

Se non vi è niente, come possono essere considerati separati?