La perdita del sé

La perdita del sé

... più di una volta quando
ero seduto da solo, ripetendo dentro di me
la parola che è il simbolo stesso della mia identità [il proprio nome, n.d.t.]
ho perso il limite mortale del Sé,
e sono passato nel Senza Nome, come una nuvola
si fonde nel Paradiso. Ho toccato le mie membra,
erano strane, non sembravano mie - ma tuttavia non c'era ombra di dubbio a riguardo,
ma una assoluta chiarezza, e attraverso la perdita del Sé
la conquista di una tale più ampia vita rispetto alla nostra
era come il sole rispetto alla scintilla - indescrivibile a parole,
esse stesse nient'altro che ombre di un mondo-ombra.



Alfred Tennyson, (poeta inglese XIX sec.), da The ancient Sage, trad. E.V.