Le corrispondenze fra Dio e l'universo

È per mezzo delle corrispondenze tra Dio e l'universo nel suo complesso e come insieme di elementi separati, che gli elementi sono capaci di ricevere il flusso di amore divino e la saggezza che danno loro la vita e il movimento.


Brijen K. Gupta (antropologo e studioso delle religioni) in The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. E.V.

Intelletto ed emozioni richiedono la dualità

L’intelletto e le emozioni richiedono la dualità del sé e dell'altro, Io e Tu, Dio e l’Uomo, mentre l'intuizione offre la percezione immediata dell'unità di sé ed Essere. L'intelletto e le emozioni hanno tagliato artificialmente l'unità dell’essere in intervalli arbitrari e molteplici, ma l'intuizione da luogo all'apprendimento immediato dell'unità dell'Essere.



Brijen K. Gupta (antropologo e studioso delle religioni) in The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. P.F.

La corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo

La corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo è un elemento strutturale e di base nel pensiero di Swedenborg ed esprime il fatto che l'universo nel suo insieme e nelle sue parti è creato nell'immagine Divina secondo un sistema di gradazione di livelli in base alla prossimità ontologica al Divino-in-esso.


Brijen K. Gupta (antropologo e studioso delle religioni) in The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. P.F.

Realtà e assoluto coincidono

Per Sankara l'esistenza dell'assoluto come unica realtà non comporta la totale negazione delle manifestazioni dell’universo percepite attraverso l’intelletto e i sensi. La realtà manifesta non è interamente negata, anche se è assegnata a uno stato ontologico inferiore –apara vidya-. 


Brijen K. Gupta (antropologo e studioso delle religioni) in The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. S. N.

Noi e il divino siamo una cosa sola


Secondo Sankara l’essere umano e Isvara (il divino) sono egualmente correlati a brahman, l’Uno. L’affermazione “Io e il Padre siamo una cosa sola” definisce per Sankara la relazione degli esseri umani con il divino. Non esiste differenza qualitativa tra il sé dell’essere umano e il sé di Isvara. Sono di fatto la stessa, identica cosa, e se percepiamo differenze, queste sono dovute al livello di consapevolezza proprio dell’individuo: minore è il livello di consapevolezza, maggiori sono le differenze percepite.


Brijen K. Gupta (antropologo e studioso delle religioni) in The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. S. N.

Il mondo è l'Uno stesso

Per quanto naturale possa essere per l’essere umano concepire il rapporto tra l’Essere-in-sé e il mondo fenomenico dal punto di vista della causalità, e quindi considerare il divino come la causa e l’universo come il suo effetto, tuttavia questo punto di vista è falso. La causalità, che ha la sua radice nell'organizzazione del nostro intelletto, e in nessun altro luogo, è la relazione che lega insieme tutti i fenomeni del mondo fenomenico, ma non si può dire che leghi il mondo fenomenico con ciò che si manifesta per mezzo di esso. Tra l’Essere-in-sé e il mondo fenomenico, non c’è infatti causalità, ma identità: il mondo è l’Essere-in-sé che si manifesta nelle forme colte dal nostro intelletto.



Paul Deussen in System of the Vedanta citato in Brijen K. Gupta, The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. S. N.

Manifestazioni diverse dell'unica realtà

L’universo fenomenologico e l’esperienza empirica appaiono reali grazie alla conoscenza raggiunta attraverso l’intelletto e i sensi, conoscenza che distingue tra conoscitore e conosciuto, io e tu, uomo e Dio.
Dal punto di vista dell’assoluto, sia il divino sia l’universo empirico non sono però reali nel senso più elevato del termine, come non lo sono i sogni e le allucinazioni. Entrambi, infatti, sono manifestazioni diverse dell’Unica Realtà - brahman - e sono prodotti dal fatto che noi identifichiamo noi stessi con i nostri complementi limitanti: l’intelletto, i sensi e le emozioni. Ma queste facoltà non sono l’essenza del Sé (l’Uno - brahman). Come filtri applicati su di un obiettivo, esse infatti colorano la nostra conoscenza e come un prisma scompongono l’Unità, la sola luce pura che costituisce la realtà.



Brijen K. Gupta (antropologo e studioso delle religioni) in The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. S. N.