Alan Watts in This is It (1958) trad. E.V.
Il Satori delle persone comuni
Nello Zen il Satori, l'esperienza del risveglio alla nostra intrinseca non separabilità dall'universo sembra alla portata di tutti. È infatti possibile incontrare persone alle quali ciò sia realmente accaduto e queste persone non sono stregoni dell'Himalaya o scheletrici yogin di un ashram, ma sono persone comuni, semplicemente più a loro agio nel mondo e che riescono a galleggiare più facilmente sull'oceano dell'insicurezza e della volatilità.
Alan Watts in This is It (1958) trad. E.V.
Alan Watts in This is It (1958) trad. E.V.
La Grande Via Zen di Sengcan
Hsin Hsin Ming è un poema del VI secolo attribuito al terzo patriarca Zen Sengcan. Il titolo può essere tradotto "Fede nella perfetta mente" o "Istruzioni della perfetta mente" o più semplicemente "Versi sulla perfetta mente". La presente traduzione libera di E. Vignali è stata ottenuta comparando diverse traduzioni in inglese dell'opera originale.
Hsin Hsin Ming
La Grande Via non è difficile
La Grande Via non è difficile
per chi non ha alcuna preferenza.
Lascia andare il desiderio e l'avversione,
ed essa si rivelerà da sé.
Ma se farai la più piccola distinzione,
ne sarai distante come lo è il paradiso dalla terra.
Se vuoi attingere la verità,
Niente è separato e niente è escluso
Per essere in armonia con questa realtà [l'unità del tutto] rispondi ad ogni dubbio affermando: "non due" e in questo "non due" niente è separato e niente è escluso.
Jianzhi Sengcan (monaco buddhista cinese VI sec.) in Hsin-Hsin Ming verses on the perfect mind, trad. E.V.
Jianzhi Sengcan (monaco buddhista cinese VI sec.) in Hsin-Hsin Ming verses on the perfect mind, trad. E.V.
Andare oltre il mondo degli opposti
L'idea fondamentale del Buddhismo è quella di andare oltre il mondo degli opposti, un mondo costruito dalla distinzione operata dall'intelletto e dall'inquinamento emotivo, per realizzare il mondo spirituale della non−distinzione, il che comporta l'acquisire un punto di vista assoluto.
Daisetsu Teitaro Suzuki (maestro zen giapponese) in The Essence of Buddhism di Traleg Kyabgon (2001) trad. E.V.
Siamo manifestazioni del vuoto
San Paolo ha detto: ″Poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili ... tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui.″ (Colossesi 1,16-17)
Nel Cristianesimo è attraverso la creazione, l'eterna opera dell'unico Dio, che tutte le cose sono ricondotte all'unità. Lo Zen, tuttavia, solleva un'ulteriore questione.
Domanda: ″Dopo che tutte le cose sono state ricondotte all'unità, a cosa deve essere ricondotta l'unità stessa?″. Sunyata, o il nulla, nello Zen non è un ″niente″ dal quale tutte le cose sono state create da Dio, ma un ″niente″ dal quale è emerso Dio stesso. Secondo lo Zen, non siamo dunque creature di Dio, ma manifestazioni del vuoto. Il fondamento della mia esistenza non può dunque essere posto nella dimensione temporale e nemmeno in Dio.
Abe Masao (insegnante buddhista e Zen) da God, Emptiness, and the True Self, trad. E.V
La vacuità dello Zen
Poiché la verità ultima della religione secondo lo Zen è interamente oltre la dualità, lo Zen preferisce esprimerla attraverso una negazione. Quando l'imperatore Wu della dinastia Liang chiese a Bodhidharma: "Qual è il principio fondamentale della sacra verità?", il Primo Patriarca gli rispose: "La vacuità, non la santità".
Nella sua “Song of Enlightenment” Yung-chia ha detto: "Nella chiara visione non c'è alcuna cosa, non c'è né l'uomo né il Buddha".
Abe Masao (insegnante buddhista giapponese) da God, Emptiness, and the True Self, trad. E.V.
Nella sua “Song of Enlightenment” Yung-chia ha detto: "Nella chiara visione non c'è alcuna cosa, non c'è né l'uomo né il Buddha".
Abe Masao (insegnante buddhista giapponese) da God, Emptiness, and the True Self, trad. E.V.
Esercitarsi nelle pratiche per ottenere l'illuminazione
Esercitarsi nelle pratiche religiose o nello zazen per ottenere l'illuminazione è ugualmente sbagliato. Non c'è alcuna differenza fra la mente di tutti i Buddha e la Mente del Buddha in ciascuno di voi. Ma, cercando di raggiungere l'illuminazione voi create una dualità fra colui che raggiunge l'illuminazione e ciò che deve essere raggiunto. Quando accogli il più piccolo desiderio di raggiungere l'illuminazione, lasci immediatamente il regno del Non−nato e vai contro la Mente del Buddha. Quella Mente del Buddha che hai ricevuto dai tuoi genitori fino dalla nascita e che è una e una soltanto, non due o tre!
Bankei Yotaku (maestro Zen XVII sec.) da Haskel, Bankei Zen, Sermon 76, Trad. E.V.
Chi è colui che vede e sente?
Un discepolo chiese:″Per anni mi sono sforzato di comprendere gli insegnamenti dei maestri nel tentativo di rispondere alla domanda − Chi è colui che vede e che sente?−. Quale pratica posso utilizzare per trovarlo? Ho cercato e ricercato, ma ancora non sono riuscito a trovarlo!″.
Il Maestro gli rispose:″ Poiché la mia scuola è la scuola della Mente del Buddha, non c'è dualità fra ″colui che vede e che sente″ e colui che lo cerca. Se tu cerchi al di fuori di te, non lo troverai mai, nemmeno se perlustri il mondo intero. La Mente Unica, il Mai−nato, è ″colui″ che, in ognuno di noi, vede le immagini attraverso gli occhi e sente i suoni attraverso le orecchie e, in generale, quando incontra gli oggetti dei sei sensi, rivela tutto ciò che è visto o udito, sentito al tatto o pensato, senza lasciare alcunchè di celato.″
Bankei Yotaku (maestro Zen XVII sec.) da Haskel, Bankei Zen, Hogo, (Zenshu, p. 133.) Trad. E.V.
Il Maestro gli rispose:″ Poiché la mia scuola è la scuola della Mente del Buddha, non c'è dualità fra ″colui che vede e che sente″ e colui che lo cerca. Se tu cerchi al di fuori di te, non lo troverai mai, nemmeno se perlustri il mondo intero. La Mente Unica, il Mai−nato, è ″colui″ che, in ognuno di noi, vede le immagini attraverso gli occhi e sente i suoni attraverso le orecchie e, in generale, quando incontra gli oggetti dei sei sensi, rivela tutto ciò che è visto o udito, sentito al tatto o pensato, senza lasciare alcunchè di celato.″
Bankei Yotaku (maestro Zen XVII sec.) da Haskel, Bankei Zen, Hogo, (Zenshu, p. 133.) Trad. E.V.
Ognuno è il corpo del Buddha
Nel Mai−nato (Unborn) ognuno è il corpo del Buddha e possiede intrinsecamente la stessa unica mente del Buddha.
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