Il mito della creazione negli indiani d'America

Nei bellissimi miti sulla creazione degli indiani delle pianure, che sono incredibilmente simili alla Genesi biblica, gli animali furono creati prima degli esseri umani, così che nella loro anteriorità e origine divina hanno una certa vicinanza al Grande Spirito (Wakan-Tanka in il linguaggio dei Sioux), la qual cosa impone rispetto e venerazione. In essi l'indiano vede i riflessi concreti delle qualità del Grande Spirito, e pertanto svolgono la stessa funzione delle scritture rivelate nelle altre religioni.


Il mondo esisteva già fuori dal tempo

La speculazione di Cusano cerca di collegare dall'interno Dio è il mondo. Il mondo contiene esplicato in una molteplicità quell'essere medesimo che in Dio è uno."Che cos'altro è il mondo se non la parvenza di Dio invisibile, che cosa è Dio se non l'invisibilità del visibile?" Il mondo creato non sorse improvvisamente nel tempo, prima del suo apparire esso già esisteva fuori del tempo come una potenzialità invisibile, in Dio.


Rudolf Christoph Eucken (filosofo e scrittore tedesco, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1908) in Die Lebensanschauungen der großen Denker (1890) trad. ita. La visione della vita nei grandi pensatori (1907)

L'universo è uno

L’universo è uno, infinito, inmobile. Una, dico, è la possibilità assoluta, uno l’atto, una la forma o anima, una la materia o corpo, una la cosa, uno lo ente, uno il massimo ed ottimo; il quale non deve posser essere compreso; e però infinibile e interminabile, e per tanto infinito e interminato, e per conseguenza inmobile.


Giordano Bruno in De la causa, principio et uno (1585)

Govinda (Krsna) l'Essere Supremo

Govinda è il Signore primordiale, la cui forma trascendentale è piena di beatitudine, verità e concretezza, e dunque piena del più abbagliante splendore. Ogni parte di quella figura trascendentale manifesta in sé le piene funzioni di ogni altra parte e controlla, mantiene e manifesta gli infiniti universi, sia spirituali sia materiali.


BRAHMA-SAMHITA, 5,32 (antico testo sanscrito della tradizione induista composto da versi di preghiera per glorificare Krsna o Govinda all'inizio della creazione) trad. E.V.

Questa è l'unità del tutto

Voi siete legati al processo di creazione attraverso gruppi di informazioni che formano una griglia. Potete averlo notato oppure no. Potete esserne consapevoli oppure no, ma in questo modo siete di fatto tutt'uno con la creazione. Questa è l’unità del tutto. Quello che voi fate influenza la creazione, e quello che fa la creazione influenza voi.


Gregg Braden (ricercatore, autore USA) in Awakening to zero point (1995) Trad. E.V.

Lo scopo della vita

Lo scopo della vita non è arrivare in qualche posto, è osservare che sei, e sei sempre stato, a destinazione. Sei sempre e per sempre, nel momento della pura creazione. Lo scopo della vita è quindi creare chi e che cosa sei, e poi sperimentarlo.


 Neale Donald Walsch in Conversazioni con Dio vol. I

Vi è comunque qualcosa piuttosto che niente

Anche se si inizia la dimostrazione dell'esistenza della realtà da una cosa infinitesima, fosse anche solo un atomo, una singolarità, una radiazione, ecc., vi è comunque qualcosa piuttosto che niente.


Jim Holt (studioso e divulgatore scientifico) in Why does the world exist?, 2012, trad. E.V.

L'origine dell'universo

Per il non credente che abbraccia la non−dualità, l'universo ha la stessa origine che ha Dio per il credente.

Infinito e finito insieme

Il Dio della coscienza non è un dio astratto, un re solitario relegato dalla creazione sul trono deserto di un'eternità silenziosa e di un'esistenza assoluta che ricorda il nulla stesso; è piuttosto un dio vero e reale, l'uno e il molteplice, il tempo lo spazio e il numero, l'essenza e la vita, l'indivisibilità e la totalità, il principio, la fine e l'intermedio, al vertice dell'espressione dell'essere e al suo più umile livello, infinito e finito insieme nella sua triplice identità di dio, natura e umanità.


Hippolyte Taine in Les Philosophes classiques du XIXe siècle en France (1857): M. Cousin philosophe, trad. E.V.

Tutto è Lui, poiché Lui è tutto

Attraverso l'atto di proiettare se stesso nell'esistenza, l'Essere Divino e Infinito non muta affatto la propria fondamentale natura, cosa che, peraltro, sarebbe impossibile fare per definizione. In cosa consiste dunque, realmente, l'esistenza? Solo nell'Essere Divino stesso in tutte le sue manifestazioni, che durano per tutta l'eternità. Dio, dunque, è l'Essere Infinito, lo Spirito Infinito che è l'essenza di tutto ciò che esiste, la vita stessa, e riempie l'intero universo di sé così che tutto è Lui, poiché Lui è tutto.


Ralph Waldo Trine (filosofo e autore del New Thought) in The greatest thing ever known (1898) trad. E.V.

L'Uno come Verità Creatrice

L'Unica Essenza è assolutamente priva di aspetti individuali e limiti ed è considerata Verità Creatrice, mentre quando si manifesta nell'individualità attraverso la molteplicità e la pluralità è l'universo creato.


John. A. Subhan (sufi convertito al cristianesimo) in Sufism, its saints and shines 1970 (trad. E.V.)

L'energia dell'universo

Noi siamo il risultato di un processo continuo di trasformazione dell'energia dell'universo in forme sempre più complesse di materia.



Padre George Coyne (direttore della Specola Vaticana)

Tutto va in una sola direzione

Il termine brhaman deriva dalla radice brih che significa "espandere", ampliare". L'espansione è infatti la caratteristica o qualità intrinseca della manifestazione del brahman, l'ente unico assoluto. Ogni processo attraverso il quale la manifestazione del brahman ha luogo, è dunque funzionale a tale direzione evolutiva, anche se, preso singolarmente e isolato dal sistema di cui è parte integrante, può sembrare che produca invece un risultato opposto.
Tutto ciò che esiste, come forma o processo, partecipa di fatto a questo uni-verso.

Lo scopo delle cose

Se tutto ciò che esiste è emanazione della stessa fonte, o espressione dell'Uno, lo scopo di ciascun elemento del creato concorre in modo coerente a realizzare lo scopo del creato stesso, mediante il suo sottostare alle leggi della manifestazione.
La realizzazione di questo scopo di ordine superiore, che riguarda il tutto, può avvenire dunque soltanto attraverso la realizzazione dello scopo di ciascun suo componente, in una infinita rete di relazioni e nessi causali che rispondono alla comune pulsione dell’unica direzione evolutiva.
Anche l’essere umano, quando plasma l’energia dandogli forma, realizza ad un tempo il proprio scopo e conferisce uno scopo a quanto ha creato.

L'infinita ricchezza della manifestazione

La realtà è un processo sistemico che si manifesta attraverso la frammentazione (moltiplicazione) al proprio interno.  Ciò non crea però separazione né interna fra le sue parti, né verso l'esterno, generando qualcosa altro dal sistema stesso. Successiva alla frammentazione, l'altra caratteristica di questo processo è la diversificazione, che moltiplica all'infinito le forme e le relazioni possibili fra le parti del sistema. Tutto ciò genera l'infinita varietà che costituisce la ricchezza dell'universo di cui facciamo parte.

Le leggi immutabili del cambiamento

Secondo Buddha, tutto ciò di cui facciamo esperienza è in un processo di cambiamento, ma ciò non significa che ogni cosa sia casuale o caotica. Se è vero che non vi sono esseri o entità che esistono senza cambiare, il processo di cambiamento è però governato da leggi causali immutabili. La stabilità dell'universo non consiste dunque nella stabilità delle cose, ma nella stabilità di questi processi. Buddha chiamava questo fenomeno generale origine dipendente: "Quando questo esiste, quello viene ad essere; con il manifestarsi di questo, quello si manifesta; quando questo non esiste, quello non viene ad essere; quando questo cessa di esistere, quello cessa".



Christopher W. Gowans (professore di filosofia USA) in Philosophy of the Buddha (2003) trad. E.V.

Unitarietà, ordine e armonia dell'universo

Sarebbe assurdo affermare che gli elementi basilari hanno una loro propria esistenza separata dalla Mente Divina, come sostanze estranee e indipendenti, poiché in tal caso sarebbero esistite fino dall'origine dell'eternità due cause prime separate, o germi dell'esistenza, attivi su principi diversi, con una specifica natura, e che producono differenti classi di effetti. Tutto ciò sarebbe per di più totalmente incoerente con l'unitarietà, l'ordine e l'armonia che sono chiaramente manifesti nell'universo visibile. 
Se fosse tracciata una perfetta linea di causalità nel sistema della natura, la mente sarebbe irresistibilmente portata a ripercorrerla a ritroso fino al primo Spirito-Sorgente, la Fonte originaria. Tale Germe comprende l'impulso dal quale il processo di creazione ha avuto inizio e contiene in sé la sostanza dalla quale il sistema universale è evoluto.


Russel Perkins Ambler
(spiritualista, universalista USA) in The birth of the universe; being a philosophical exposition of the origin, unfoldings and ultimate of creation (1853) trad. E.V.

L'intrinseco dinamismo di ogni essere e di ogni cosa

Quando parliamo dell’intrinseco dinamismo di ogni essere e di ogni cosa, non facciamo altro se non constatare la condizione fondamentale in cui si realizza l’esistenza del creato. In realtà il dinamismo proprio del processo vitale in tutte le sue concretizzazioni non è che una delle infinite forme in cui si rivela l’onnipotenza perennemente creatrice di Dio. Il suo spirito sempre in atto è presente non solo nello spirito di tutte le creature animate, ma anche nel corpo di tute le cose dell’universo, immateriale e inesauribile, cioè nella sua essenza dinamica si realizza e si perpetua anche nella materia che crea, e perciò pure nelle energie, in apparenza materiali, dei corpi celesti. 




Nikolaus Sementovsky-Kurilo (giornalista e astrologo tedesco), in Carattere e destino. Vie esperienze ed indirizzi della cosmopsicologia (1946)

La filosofia dell'Infinito

La filosofia dell'Infinito è semplice. Non richiede né credenze né dottrine che la illustrino o dimostrino. E' manifestata nella natura fisica, in ogni forma vivente, e specialmente nell'anima dell'essere umano, che è poi l'essere umano stesso.
Dalla Prima Causa Infinita, l'origine di tutta la vita, emana uno spirito impersonale che pervade l'intero universo e sostiene tutte le cose. Da questo Spirito derivano tutte le forme di vita individuale, attraverso processi di evoluzione fisica e spirituale. ... La vita terrena non è che un sogno, la percezione indistinta del risveglio: la vita reale è dietro di essa.



Loren Albert Sherman (scrittore spiritualista USA) in Science of the soul (1895) trad. E.V.

L'universo ha natura unitaria

Se la scienza può insegnarci qualcosa, ciò è sicuramente la natura unitaria dell'universo. Siamo una cosa sola con il mondo da cui proveniamo, una con ogni scena che si manifesta davanti ai nostri occhi. In una metafora comune alle Upanisad e a Platone: ogni unità in natura è un microcosmo che riflette in sé l'intero e omnicomprensivo macrocosmo.


Sarvepalli Radhakrishnan (filosofo indiano esponente del neo-Vedanta) in The Philosophy of Sarvepalli Radhakrishnan - The library of living philosophers (1952) trad. E.V.