Varietà nell'unità

 La caratteristica della realtà è la varietà nell'unità.

Unità nella sua essenza (o natura), varietà nella sua manifestazione.

La qualità principale della varietà è la diversificazione, che raggiunge il suo massimo quando comprende anche gli estremi opposti, riportando così la varietà stessa all'unità del tutto.

L'effetto della visione unitaria sui temi esistenziali


La consapevolezza dell'unità del tutto, o, in altre parole, del fatto che viviamo in una realtà non−duale, porta a una scoperta inattesa e, per certi versi, sconcertan­te: essa è di fatto anche una soluzione ai temi esistenziali che normalmente affrontiamo attraverso l'uso di strumenti, tecniche, discipline e pratiche di vario genere. Non tanto perché la nuova visione della real­tà costituisca una so­luzione pratica diversa o migliore delle altre, quanto piuttosto perché fa venire meno il problema! Mi spiego meglio. Aumentando la consapevolezza unitaria, vi sarà una prima fase nella quale con entusiasmo useremo la nuova visione come soluzione alternativa a quelle finora trovate, e si tratta di una soluzione di certo efficace, ma, gradualmente, dentro di noi verrà sempre meno l'iniziale urgenza di trovare soluzioni, in quanto anche ciò che prima era considera­to un problema, potrà assumere ora un diverso significato. Restano, ov­viamente, le richieste e le sfide della vita, ma la differenza è che ciò che prima era visto come una soluzione neces­saria, diventa ora semplicemente una scelta fatta nel momento presente e, dunque, espressione di una maggiore libertà. Per raggiungere questo obietti­vo, il metodo Colorful­ness si sta dimostrando, nell'esperienza dei praticanti, uno strumen­to sicuramente efficace.

Rappresentare l'unità infinita

L'unità infinita non può non apparire strana ed antinomica alla mente umana, la quale nel mentre ne ravvisa la necessità di intuizione, si trova poi impossibilitata a poterla rappresentare a se stessa altrimenti che con le categorie della storia che, tutte entro l'unità, per essere contenute e spiegate, e non fuori per contenere e spiegare, non possono che costituire un procedimento rovesciato, pregno di contraddizioni. Tuttavia il fatto che quell'unità per una complementare necessità intuitiva non possa essere pensata come altro che la storia nel suo farsi, fa sì che se le categorie non possono spiegarla tutta in una volta senza antinomizzarsi e contraddirsi, la possono però spiegare gradualmente con un accrescersi continuo a loro di concetti e di idee.


Gaetano Meglio in La filosofia dell'infinito (1951)

L'organicità di tutto ciò che esiste

L'individualità umana o quella biologica non presentano in largo senso una peculiarità tale, la cosiddetta organicità o finalità delle parti in un tutto, che non possa essere risolta in una più lata analoga organicità o finalità che appartenga ad ogni altro esistente.


Gaetano Meglio in La filosofia dell'infinito (1951)

Un'unica infinita sorgente di forme

La veduta dinamica del mondo nell'unità della ragione e della volontà cosmica, riconosce la sorgente inesausta ed infinita di forme, di cui ciascuna non è espressione necessaria dell'assoluto, bensì un riflesso della sua vita perenne, a-temporale e comprensiva insieme del tempo, innumerevole nelle sue modificazioni e compiuta ed una nella totalità dei suoi procedimenti.


Alessandro Chiappelli in La crisi del pensiero moderno (1920)

L'identità di anima e mondo

Nella identità di anima e mondo tutti si risolvono i processi dialettici che per uno scopo di storia distinguevano e differenziavano. La lotta fra il bene e il male, la luce e le tenebre, lo spirito e la materia, tutta la poesia con cui l'uomo possa esprimere l'ansia ed il tormento della sua storia, tutti i contrasti e tutti i dualismi di cui è contesta la vita del mondo, tutto il dispiegamento per una incomparabile molteplicità di cose, di fatti, di idee, di risonanze, tutto è appacificato e concluso nell'unità dell'essere e della sua storia.

Gaetano Meglio in La filosofia dell'infinito (1951)

Superare la comune percezione della realtà

Le persone normalmente suddividono la realtà in comparti e così facendo non riescono a cogliere l'interdipendenza di tutti i fenomeni. Cogliere l'uno nel tutto e il tutto nell'uno permette di superare la barriera che restringe la percezione individuale della realtà.


Thích Nhất Hạnh (monaco buddhista) in The miracle of mindfulness (1975) trad. E.V.

Omaggio a Ermete Trismegisto

″Come in alto, così in basso, come dentro, così fuori.″

Ermete Trismegisto in La Tavola Smeraldina


La funzione strumentale della mente


Dal momento che la separazione da Dio è realizzata solo attraverso lo strumento della mente, anche la propria ri-connessione con Dio - la vera e unica redenzione - deve avvenire attraverso l'uso strumentale della mente.


Ralph Waldo Trine (filosofo e autore del New Thought) in The greatest thing ever known (1898) trad. E.V.