Oltre l'ego e l'essere umano

 La visione sistemica aiuta a superare quella egocentrica, 

la visione unitaria aiuta a superare quella antropocentrica. 


La giusta funzione dell'essere umano

 
The proper function of man is to live, not to exist. 

I shall not waste my days in trying to prolong them. 

I shall use my time.

Jack London, The road, 1907

Chissà se Jack London aveva consapevolezza del significato profondo ed esatto delle sue parole mentre  faceva questa potente dichiarazione nel suo libro scritto on the road e intitolato, appunto, La strada.

La "giusta funzione dell'essere umano", non lo scopo, dunque, ma la funzione.
Non c'è uno scopo ma una funzione, perché  lo scopo, come per ogni elemento di un  sistema, è quello del sistema stesso di cui è parte. Non ve ne è uno specifico di ciascuna parte, diverso da quello del sistema, ma ciascuna parte ha una funzione necessaria al suo perseguimento.

Per un essere vivente la funzione è, appunto, vivere. L'esistenza è intrinseca alla vita, ma non viceversa. Almeno nella nostra concezione di vita. 
L'esistenza è un dato di fatto se si vive, l'espressione di un flusso unico e senza vuoti o pause della medesima manifestazione.

Prolungare la vita con l'obiettivo di prolungare l'esistenza è l'illusione data dall'identificazione. 
Può avere un senso rispetto alla particolare funzione di qualcuno ma non lo ha di per sé, per tutti. Anzi, come conclude Jack, non sprechiamo il tempo della nostra vita, rinunciando alla nostra funzione per perseguire questo obiettivo, ma usiamo piuttosto il tempo della vita tempo per... e qui Jack, correttamente, non indica funzioni universali che tutti dovrebbero realizzare, ma semplicemente dichiara con potente semplicità: "Io userò il mio tempo!".




Il sistema di tutti gli esistenti

In qualsiasi momento l'universo è l'insieme delle sue parti esistenti, [tuttavia] in quel momento esso non è l'insieme di tutte le parti [possibili].

Infatti, considerando la distribuzione delle date tra i luoghi, si generano [in ogni momento] nuovi esistenti all'interno dell'unico spazio-tempo.

Di fatto, l'universo può essere chiamato non l'insieme delle parti, ma l'insieme o il sistema di tutti gli esistenti.


S. Alexander in Space, time and deity, 1927. Trad. E.V.

Lo stesso soggetto e lo stesso oggetto


″Religione e scienza ... condividono lo stesso soggetto e lo stesso oggetto*.″ Non sappiamo se la visione del cardinale Ravasi sia realmente ispirata dalla non−dualità, tuttavia queste parole, da lui pronunciate nel corso di un'intervista, sintetizzano perfettamente il principio unitario.
Qualunque ambito di indagine della realtà, qualunque forma di conoscenza, qualunque prospettiva di osservazione avvengono all'interno del processo unitario di manifestazione della realtà, e pertanto, hanno di fatto lo stesso soggetto e lo stesso oggetto.
Un soggetto e un oggetto distinguibili solo in funzione dell'estemporaneo nesso che li collega, che costituisce la vera forma della manifestazione della realtà.


* Repubblica 25 giugno 2017

Tutto va in una sola direzione

Il termine brhaman deriva dalla radice brih che significa "espandere", ampliare". L'espansione è infatti la caratteristica o qualità intrinseca della manifestazione del brahman, l'ente unico assoluto. Ogni processo attraverso il quale la manifestazione del brahman ha luogo, è dunque funzionale a tale direzione evolutiva, anche se, preso singolarmente e isolato dal sistema di cui è parte integrante, può sembrare che produca invece un risultato opposto.
Tutto ciò che esiste, come forma o processo, partecipa di fatto a questo uni-verso.

Lo scopo delle cose

Se tutto ciò che esiste è emanazione della stessa fonte, o espressione dell'Uno, lo scopo di ciascun elemento del creato concorre in modo coerente a realizzare lo scopo del creato stesso, mediante il suo sottostare alle leggi della manifestazione.
La realizzazione di questo scopo di ordine superiore, che riguarda il tutto, può avvenire dunque soltanto attraverso la realizzazione dello scopo di ciascun suo componente, in una infinita rete di relazioni e nessi causali che rispondono alla comune pulsione dell’unica direzione evolutiva.
Anche l’essere umano, quando plasma l’energia dandogli forma, realizza ad un tempo il proprio scopo e conferisce uno scopo a quanto ha creato.

Definizione di sistema unitario

Un sistema unitario di pensiero è un sistema universale basato su di un singolo concetto della forma del processo. Il pensiero unitario non costituisce una organizzazione completa di fatti stabiliti. E’ la continua attività di riconoscimento di una forma universale anche nella diversità di un particolare processo.


Lancelot Law Whyte (scienziato e scrittore scozzese) in The Next Development in Man (1948) trad. E.V.

L'infinita ricchezza della manifestazione

La realtà è un processo sistemico che si manifesta attraverso la frammentazione (moltiplicazione) al proprio interno.  Ciò non crea però separazione né interna fra le sue parti, né verso l'esterno, generando qualcosa altro dal sistema stesso. Successiva alla frammentazione, l'altra caratteristica di questo processo è la diversificazione, che moltiplica all'infinito le forme e le relazioni possibili fra le parti del sistema. Tutto ciò genera l'infinita varietà che costituisce la ricchezza dell'universo di cui facciamo parte.

L'esperienza è la forma della manifestazione

Ciò che per noi costituisce un'esperienza è in realtà il modo in cui l'Uno si manifesta. Dunque, l'esperienza non deve essere considerata come qualcosa che appartiene a uno specifico soggetto, bensì come un processo unitario nel quale ciò che indichiamo come soggetto è solo uno degli elementi necessari.
L'esperienza o processo del leggere un libro, necessita di colui che legge (il lettore), del libro e del nesso fra i due.
Non ci può essere solo uno dei tre elementi, e nemmeno solo due. Sono necessari tutti e tre contemporaneamente.