Apologia del panteismo

Onore al panteismo per affermare l'unitarietà della sostanza spirituale e per aver disegnato un grande cerchio che non lascia alcuna forma di vita senza casa a girovagare al di fuori di Dio.
Questo senso mistico di unità non considera i singoli aspetti della vita e il significato delle loro relazioni. Come nel Brahmanismo, esso aiuta persino ad elevare al livello dell'eterno le colpe sociali, ignorandole in quanto di natura illusoria o accettandole come elementi di un ordine divino, e riconciliandole nel sogno unico in cui tutto si dissolve.
Si deve riconoscere che tale ardente devozione non cerca la morte ma la vita, non l'irreale ma la realtà, non cerca di evitare l'errore, l'ansia o il cambiamento, ma la presunzione dell'intelletto, l'idolatria del sé, l'assorbimento nei sensi e la schiavitù delle cose.
"Il mio fuoco è la pietà ed in esso brucio il legno della dualità; invece di una pecora, sacrifico l'egotismo." (Tratto dai Veda)


Samuel Johnson (religioso e studioso delle religioni) in Oriental religions and their relation to universal religion (1873) trad. E.V.

L'evoluzione della fede mistica

La fede mistica che, nella fase iniziale, con un approccio infantile ha lodato Brahman come il Tutto e considerato il mondo delle forme come il suo gioco divino, ha sempre avuto un significato per l'essere umano, e tutte le sue fasi nel corso della storia hanno puntato ad andare oltre, verso una maturità che solo la scienza poteva portare. Confezionata in nuovi abiti e dotata di nomi nuovi, interpretata attraverso aspetti naturali e fatti concreti ai quali attribuire un significato sublime ed uno scopo elevato; adeguata ai costumi sociali come fonte di ispirazione all'universalità, identificando la religione con la libera crescita di ogni facoltà dell'individuo, con il lavoro e con la vita, emancipandola in tal modo dalla dipendenza da un mediatore o dal miracolo, la fede mistica nell'unità di Dio  e dell'essere umano, riappare infine come quella libertà e intelligenza, che né il Brahmanismo, né il Giudaismo, né il Cristianesimo sono riusciti ad esprimere.


Samuel Johnson (studioso statunitense delle religioni) in Oriental religions and their relation to universal religion (1873) trad. E.V.

Riconoscere l'infinito e l'eterno in ogni cosa rende la vita immortale

Riconoscere l'infinito e l'eterno [Brahman]in ogni cosa rende la vita immortale. 
La Bhagavadgita afferma infatti: "Nell'ora della morte risplende come il sole oltre il buio". E il Mundaka: "E' il ponte verso l'immortalità". La Kena Upanisad: "Quando è conosciuto come la natura di ogni pensiero, si conosce l'immortalità". "E' la morte della dualità nell'anima: quando cessa l'idea di essere diversi (nell'essenza) da qualcosa di più elevato, l'anima elevata da Brahman diviene immortale".


Samuel Johnson (studioso statunitense delle religioni) in Oriental religions and their relation to universal religion (1873) trad. E.V.