L'Assoluto comprende tutto ciò che è

 Il TUTTO (l'Assoluto) deve essere sempre TUTTO. 
Nulla può esservi a parte del TUTTO. Tutto ciò che è deve essere nel TUTTO, non esiste un "a parte" del TUTTO per cui nulla può esistere al di fuori di esso. 
Niente può pervenire da altra cosa che non sia il TUTTO. 
Nulla può essere esistito prima di esso e nulla può esservi dopo di esso.
Sebbene il nostro finito e relativo campo di coscienza lo suddivida per i propri fini in parti immaginarie, in senso assoluto e reale non esiste suddivisione né separazione e il TUTTO resta immutato ed UNO.

Yogi Ramacharaka (William Walker Atkinson) Corso superiore di filosofia yoga

Anche il relativo è reale

Non è dato ad una coscienza finita e limitata come quella dell'uomo di andare al di là della pura e semplice predicabilità della coscienza infinita ed assoluta: essa è costretta a riconoscerla come sussistente per motivi logici ma non può naturalmente acquisirne con le proprie forze intellettuali un concetto preciso. Non si parli poi di rappresentazione, dato che quest'ultima si trova nell'orbita della sensibilità. Non si è però autorizzati a pensare che le singole coscienze, alle quali la vita universale si presenta come un'immensa varietà di forme, non abbiano una realtà effettiva. Anche dato e non concesso che esse fossero una specie di sogno dell'assoluto, dovremmo razionalmente pensare che nulla potrebbe essere realtà viva come questo sogno. Riguardare la molteplicità come un inganno, una finzione, un miraggio, senza consistenza alcuna come la riguardano gli idealisti−soggettivisti, significa svalorizzare l'assoluto. Equivale in certo qual modo ad antropomorfizzare quest' ultimo nel senso di pensarlo come una persona umana soggetta a sogni e visioni, nel qual caso la vita sarebbe il sogno dell'assoluto e noi i personaggi, o, per meglio dire, le marionette che agiscono e si muovono entro questa grande cornice onirica.


Remo Fedi in Filosofia perenne (1943)

Dal Monologion di Anselmo d'Aosta

XXVIII QUESTO SPIRITO È ASSOLUTAMENTE, E LE COSE CREATE, PARAGONATE A LUI, NON SONO.

Segue da ciò che abbiamo detto che questo spirito, che esiste così in un suo modo mirabilmente singolare e singolarmente mirabile, in certo senso è il solo essere, e le altre cose che sembrano esistere, paragonate a lui, non sono. 


La perenne manifestazione dell'assoluto

A cosa si ridurrebbero l'unità e l'assoluto se non possedessero in se stessi la possibilità, traducentesi perennemente in atto, di esprimersi in innumerevoli forme individuali, di cui ciascuna, nelle dovute proporzioni, rispecchia l'unità?


Remo Fedi in Filosofia perenne (1943)

Solo nell'infinito l'anima ritrova se stessa

Solo nell'infinito l'anima ritrova se stessa completamente e spazia perciò liberamente. Vi si ritrova con tutta la realtà sperimentata e con tutto quanto potrà essere ancora oggetto di esperienza. Vi si ritrova per quello che è stato fatto, per quello che si sta facendo, per quello che si dovrà e potrà ancora fare. Vi si ritrova con tutti gli esseri e tutte le cose della natura, con tutta la sua malinconia e tutta la grandiosità del suo anelito, ed è perciò l'unica formula che riuscendo a contenere a priori tutta la possibile storia dell'anima è anche tutta la possibile storia dell'essere che nell'anima si era venuta adagiando.

Gaetano Meglio in La filosofia dell'infinito (1951)

La fontana della vita

L'individualizzazione è quanto di più reale si possa pensare. Senza di questa l'assoluto sarebbe una mera astrazione mentale, non già un logos armonizzatore dell'essere e la fontana della vita.


Remo Fedi in Filosofia perenne (1943)

Intelletto ed emozioni richiedono la dualità

L’intelletto e le emozioni richiedono la dualità del sé e dell'altro, Io e Tu, Dio e l’Uomo, mentre l'intuizione offre la percezione immediata dell'unità di sé ed Essere. L'intelletto e le emozioni hanno tagliato artificialmente l'unità dell’essere in intervalli arbitrari e molteplici, ma l'intuizione da luogo all'apprendimento immediato dell'unità dell'Essere.



Brijen K. Gupta (antropologo e studioso delle religioni) in The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. P.F.

Un essere infinito e unico

Dobbiamo considerare con molta attenzione l'idea di un Essere semplice, necessario e principio primo di tutte le cose. L'affermazione dell'esistenza di una cosa assoluta implica la sua infinitezza e la nostra idea sarà così l'idea di un Essere assolutamente infinito. Sarà necessariamente anche l'idea di un Essere unico.


Gabriel Huan (filosofo spagnolo) in Le dieu de Spinoza, 1914 (trad. E. V.)

La verità somma

L'Atman [lo spirito universale] è tutto. Non c'è nulla che non sia Atman. Non ha perciò i limiti materiali né di nome, né di forma: l'Atman è pieno e libero. 
È il testimone universale, eterno, che non conosce modificazioni. Conoscere questa verità è la conoscenza più completa, la verità somma.


Sai Baba in La conoscenza (Jnana) Mother Sai Pub.