Due modelli di misticismo

Se definiamo il mistico come colui che ricerca l'esperienza dell'assoluto,  possiamo notare come nella mistica teistica vi sia una contrapposizione fra l'individuo e la divinità che non sono mai completamente ricondotti all'unità, anche nell'esperienza mistica stessa, che rimane, appunto, l'esperienza del mistico. Nelle forme di mistica non teistica, invece, le polarità opposte sono considerate come complementari e pertanto, le due facce della stessa medaglia, dunque una cosa sola, che si manifesta attraverso un'intrinseca differenziazione, mai sostanziale.


L'esperienza di unità di Jean Klein

Stavo guardando uccelli in volo senza alcun pensiero o interpretazione, quando sono diventato completamente preso da loro e sentivo che tutto stava accadendo in me stesso. In quel momento mi sono riconosciuto coscientemente. Il mattino dopo ho capito, nell'affrontare la molteplicità della vita quotidiana, che la comprensione dell'esistenza era stata stabilita. L'immagine di sé si era completamente dissolta e, liberati dal conflitto e dall'interferenza di quell'immagine, tutti gli avvenimenti appartenevano ora alla consapevolezza, alla totalità. La vita scorreva senza le correnti trasversali dell'ego. La memoria psicologica, il piacere e l'antipatia, l'attrazione e la repulsione erano svaniti. La presenza costante, che noi chiamiamo il Sé, era libera dalla ripetizione, dalla memoria, dal giudizio, dal confronto e dalla valutazione. Il centro del mio essere era stato espulso spontaneamente dal tempo e dallo spazio in una calma senza tempo. In questo non-stato dell'essere, la separazione tra "tu" e "me" svanì completamente. Niente è apparso all'esterno. Tutte le cose appartenevano a me, ma io non ero più in loro. C'era solo unicità. Mi riconoscevo nel presente, non come un concetto ma come un essere senza localizzazione nel tempo e nello spazio. In questo non-stato c'era libertà, gioia piena e senza riferimenti oggettivi. C'era pura gratitudine senza un oggetto specifico. Non era una sensazione affettiva, ma una libertà da ogni affettività, una freddezza vicino al calore. Il mio Maestro mi aveva dato una comprensione di questo stato, ma ora era diventato una verità luminosa e integrata.


Jean Klein in The ease of being (1984) trad. E.V.

La visione di Thomas Traherne

LA VISIONE 

Il volo è solo il preparativo. 
La vista è profonda e infinita, 
Ah, me! è solo gloria, amore, luce, spazio. 
Gioia, bellezza e varietà 
Che adornano la dimora divina, 
È tutto ciò che l'occhio può vedere. 
Tutto cambia visto nella luce celestiale, 
E cure e peccati e guai sono ora luminosi. 


Thomas Traherne (poeta e teologo metafisico inglese) in The poetical works of Thomas Traherne, 1636-1674, edited by Bertram Dobell (1906) Trad. E.V.

Lo spirito come realtà

Il misticismo consiste, secondo una bella definizione che trovo in Plotino, nel vedere a occhi chiusi, nel vedere con gli occhi dell'anima mentre sono chiusi gli occhi del corpo. Il fenomeno essenziale del misticismo è ciò che si chiama estasi, uno stato nel quale, essendo interrotta ogni comunicazione col mondo esterno, l'anima ha il senso di comunicare con un oggetto interno che è l'essere infinito, Dio. Man mano che la scienza serra più da vicino la realtà, soprattutto nel mondo psicologico e morale, appare evidente che in ciò che si chiama fenomeno è implicito qualcosa di extra fenomenale, preso alla coscienza che lo spirito ha di se stesso. Se tutto dunque può essere conosciuto scientificamente, poiché tutto presenta una faccia fenomenale, in complesso ogni fenomeno include e suppone lo spirito come realtà.


Émile Boutroux in La natura e lo spirito (1935)

La via mistica

In primo luogo, c'è per noi, in quanto esseri coscienti, oltre alla vita individuale, una vita universale possibile e, in una certo modo, già reale? La nostra coscienza riflessiva e distinta, secondo la quale siamo esterni gli uni agli altri, è una realtà assoluta, o soltanto un fenomeno, in cui si nasconde la presenza universale delle anime in un unico principio?


L'unità Io-Tu

James indica una modalità specifica nella quale una persona fa l'esperienza di un'altra come "Tu" piuttosto che come "qualcosa", e successivamente la estende all'esperienza del mondo intero, persino a Dio e alla natura. Non sono dunque solo le persone, sia naturali sia soprannaturali, che possono diventare oggetto dell'esperienza [di unità] Io-Tu, ma anche la natura nel suo insieme, come i mistici hanno riportato tradizionalmente. 
Egli scrive inoltre che l'universo non è più per noi un semplice "qualcosa", ma diventa un "Tu" con il quale instaurare ogni tipo di relazione che è possibile fra le persone.


Richard M. Gale su William James (filosofo e psicologo statunitense autore di Varieties of Religious Experience) in Twentieth-Century Philosophy of Religion by Graham Oppy and N. N. Trakakis, volume 5, The history of western philosophy of religion (2009) trad. E.V.

L'esperienza mistica secondo James

James prova a mantenere una posizione neutrale riguardo al fatto che l'esperienza mistica alimenti una visione monistica piuttosto che pluralistica della realtà soprannaturale ... ma ad un certo punto sembra concordare con i moderni ecumenisti mistici, come Daisetsu Suzuki, Walter Stace e Thomas Merton, i quali sostengono che vi è un comune fondamento  fenomenologico monistico in tutte le esperienze mistiche di unità, che è solo successivamente interpretato dal soggetto sulla base della cultura prevalente della società di appartenenza. Afferma James: "Negli stati mistici, diventiamo ad un tempo una cosa sola con l'Assoluto e consapevoli della nostra stessa unitarietà. Questa è l'eterna e trionfante tradizione mistica, scarsamente influenzata dalle differenze di ambiente o di fede". 


Richard M. Gale su William James (filosofo e psicologo statunitense) in Twentieth-Century Philosophy of Religion by Graham Oppy and N. N. Trakakis (2009) trad. E.V.