Dipende dallo stato di coscienza

C'è l'ingiustizia e non c'è. Dipende dallo stato di coscienza dal quale uno osserva il mondo e lo giudica. L'individuo che vive attraverso le proprie passioni vedrà ingiustizia ovunque; chi ha invece imparato a vincerle, vede l'operato della Giustizia in ogni aspetto della vita umana. L'ingiustizia è il confuso, febbricitante sogno della passione, sufficientemente realistico per coloro che lo stanno sognando; la Giustizia è la realtà permanente della vita, visibile in tutta la sua gloria per coloro che si sono svegliati dal doloroso incubo del sè.


James Allen  (scrittore inglese) in Above life's turmoil (1910) trad. E.V.

L'essere umano è un essere spirituale

L'essere umano è innanzitutto un essere spirituale, e, in quanto tale, possiede la stessa natura e sostanza dello Spirito Eterno, la Realtà Immutabile chiamata Dio. 


James Allen (scrittore inglese) in Through the Gates of Good (1903) trad. E.V.

L'intero è composto dalle sue parti

Ogni cosa nell'universo è composta da piccole parti, e la perfezione del grande è basata sulla perfezione del piccolo. Se anche solo un dettaglio dell'universo fosse imperfetto, l'intero universo sarebbe imperfetto. Se anche solo una parte fosse omessa, l'insieme cesserebbe di esistere. 


James Allen (scrittore inglese) da Byways to Blessedness (1904), trad. E.V.

Il Principio è uno ed è l'unità

L'intera natura, nella sua miriade di forme di vita, è mutevole, impermanente, provvisoria. Solo il Principio fondamentale della natura permane. La natura è costituita dai molti ed è caratterizzata dalla separazione. Il Principio fondamentale è uno ed è caratterizzato dall'unità. Superando i propri sensi e l'intrinseco egoismo che afferma la supremazia della natura, l'essere umano emerge dalla crisalide della dimensione personale e illusoria e dispiega le proprie ali nella luce gloriosa dell'impersonale, la regione della Verità universale, dalla quale originano tutte le forme mortali.



James Allen (scrittore inglese) da From Poverty to Power; or, The Realization of Prosperity and Peace (1901), trad. E.V.

Abolire il pensiero del sé

Felice nell'eterna felicità è colui che è arrivato a quella vita nella quale il pensiero del sé è abolito. Egli è entrato già ora e in questa vita nel Regno dei Cieli, Nirvana, Paradiso, la Nuova Gerusalemme, l'Olimpo di Giove, il Valhalla degli dei. Egli conosce la definitiva unità della vita, la grande realtà di cui questi nomi variabili non sono che flebili espressioni. Egli riposa ora nel grembo stesso dell'infinito.


James Allen (scrittore inglese) da Byways to Blessedness (1904), trad. E.V.

Riaffermare la propria unitarietà con il divino

Per molto tempo l'essere umano ha creduto di essere stato separato dalla Divina Sorgente, che ora ritiene essere al di fuori e lontano da lui. Ha pertanto perduto la coscienza e la consapevolezza della unitarietà della propria essenza con Dio. L'umanità è però ora nella posizione di ricostruire e riaffermare la propria unitarietà sostanziale con il Divino.



James Allen (scrittore inglese) da All These Things Added (1903) trad. E.V.

La mente in quiete è come la superficie calma di un lago

La mente in quiete è come la superficie calma di un lago: riflette fedelmente la vita e le cose. All'opposto, la mente inquieta è come la superficie agitata di un lago: restituisce un'immagine distorta di tutte le cose che vi si specchiano. 
Rispecchiandosi nella serena profondità del proprio sé, l'uomo realizzato può vedervi riflesso l'universo. Vede la perfezione cosmica e l'equità della propria esistenza. Anche quelle cose che sono considerate dal mondo come ingiuste e gravi (e che prima apparivano in tal modo anche a lui) sono ora riconosciute quali effetti delle proprie azioni passate e dunque accettate serenamente come parte del tutto perfetto. Pertanto, la sua calma rimane con lui con la sua illimitata riserva di gioia e illuminazione.



James Allen (scrittore inglese) da The Life Triumphant: Mastering the Heart and Mind (1908), trad. E.V.

L'intrinseca uguaglianza con il divino

Gesù nei suoi insegnamenti riconosce e afferma l'intrinseca uguaglianza dell'umanità con lui stesso, e nel dichiarare "io e il Padre siamo uno" non si riferisce soltanto a lui medesimo ma ad ogni essere umano. La differenza fra la vita di Gesù e quella degli altri individui non è imposta arbitrariamente, né è una differenza presente nella sostanza, ma è auto-imposta come forma di scelta individuale. Gesù riconosce pienamente la sua unitarietà con il Padre (la Sorgente Divina) e vive consciamente tale unitarietà; gli esseri umani, in generale, non solo non riconoscono tale unitarietà con il Divino, ma non ci credono nemmeno. ... E' necessario pertanto che divengano consapevoli della propria natura divina e che non sono mai stati, né mai lo saranno, separati dal Divino, se non nella loro ignoranza.


James Allen (scrittore inglese) da All These Things Added (1903) trad. E.V.

La vita è un sistema collaborativo

La vita è un sistema collaborativo in cui l'insieme ha la stessa natura, e dipende, dalla singola unità.


James Allen (scrittore inglese) da Byways to Blessedness (1904), trad. E.V.