L'Ordine della pura intuizione

The Order of Pure Intuition 

SALVE, sacro Ordine della Verità eterna! 

Nel profondo dell'anima, 

Nella maestosità assiomatica sublime, del Tutto indiviso,

Su dal profondo nascosto

Da sorgenti primordiali dell'Essere primordiale, 

Un mondo interiore di pensiero, da coordinare

Con quello delle cose esteriori! 

Ave, Intuizione pura! 

Le cui essenze sono il nucleo centrale dell'offerta 

di coscienza, lingua, scienza, certezza, arte, bellezza, armonia! 

Grande Dio! Ringrazio la Tua Maestà suprema,

La cui grazia tutta creativa non è solo nelle facoltà senzienti

Ha posto le basi della mia ragione; 

Non in astrazioni sottili per gradi lenti

Da forme più grossolane raffinate; 

Non nella tradizione, né l'ampio consenso dell'umanità cosciente; 

Ma nell'essenziale Presenza di sé, nell'abisso dell'anima; 

Tu, come la sua intelligenza sei la fonte, come della sua beatitudine; 

Tu, per nutrimento, meditazione, grazia, riflessivamente rivelati; 

Sempre agendo sulle sorgenti del pensiero, 

Anche quando dal pensiero ti nascondi!

EDWARD CASWALL 1814-1878 (Libera trad. E.V.)


Rappresentare l'unità infinita

L'unità infinita non può non apparire strana ed antinomica alla mente umana, la quale nel mentre ne ravvisa la necessità di intuizione, si trova poi impossibilitata a poterla rappresentare a se stessa altrimenti che con le categorie della storia che, tutte entro l'unità, per essere contenute e spiegate, e non fuori per contenere e spiegare, non possono che costituire un procedimento rovesciato, pregno di contraddizioni. Tuttavia il fatto che quell'unità per una complementare necessità intuitiva non possa essere pensata come altro che la storia nel suo farsi, fa sì che se le categorie non possono spiegarla tutta in una volta senza antinomizzarsi e contraddirsi, la possono però spiegare gradualmente con un accrescersi continuo a loro di concetti e di idee.


Gaetano Meglio in La filosofia dell'infinito (1951)

Intelletto ed emozioni richiedono la dualità

L’intelletto e le emozioni richiedono la dualità del sé e dell'altro, Io e Tu, Dio e l’Uomo, mentre l'intuizione offre la percezione immediata dell'unità di sé ed Essere. L'intelletto e le emozioni hanno tagliato artificialmente l'unità dell’essere in intervalli arbitrari e molteplici, ma l'intuizione da luogo all'apprendimento immediato dell'unità dell'Essere.



Brijen K. Gupta (antropologo e studioso delle religioni) in The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. P.F.

La vera natura della conoscenza secondo Keplero

Conoscere è confrontare ciò che è percepito esternamente con le idee interne e valutare la loro concordanza. Un processo che lo stesso Proclo ha descritto magnificamente con il termine "svegliarsi" come dal sonno. Infatti, come le cose percettibili del mondo esterno ricordano ciò che già abbiamo conosciuto, allo stesso modo le esperienze sensoriali, quando portate alla consapevolezza, richiamano nozioni dell'intelletto che erano già presenti internamente; dunque, ciò che prima era nascosto nel profondo della nostra anima, sotto il velo della potenzialità, ora vi brilla in modo manifesto. Ma come arrivano a noi [le nozioni intellettuali]? Tutte le idee o concetti formali relativi alle armonie [universali] sono già presenti negli esseri dotati di facoltà razionali, ma non sono acquisite attraverso le discussioni, bensì attraverso un istinto naturale, essendo innate in loro così come il numero di petali in un fiore o di semi in un frutto è innato nella forma della pianta. 


Joannis Von Kepler (asronomo e matematico tedesco XVI sec.) in Astronomi Opera omnia (ed. Ch. Frisch Franksfurt 1858) trad. E.V.

Raggiungere l'identità fra la coscienza e il sé

Secondo Sri Atmananda, l'affermazione "tutto è coscienza" non è abbastanza ampia, poiché lascia un residuo della mente espansa impegnata a intuire il "tutto", mentre il contenuto della coscienza è ancora percepito indirettamente, come un oggetto vasto e nebuloso. L'intuizione espansa è dunque lasciata inesplorata, considerandola come il soggetto che percepisce, e la ricerca volta a rivelare l'identità fra la coscienza e il sé rimane così sullo sfondo. La dualità si dissolverà però solo quando quell'identità è raggiunta.



Sri Ananda Wood in The Teaching of Sri Atmananda Krishna Menon on Advaita Vedanta trad. E.V.

La natura dell'esperienza secondo Fichte

Devo ammettere che ciò che io considero dolce, rosso, duro, eccetera, non è niente più che una mia sensazione e che solo attraverso l'intuizione ed il pensiero tale sensazione è trasposta nello spazio all'esterno di me e considerata dunque come la proprietà di qualcosa che esiste indipendentemente da me. Questo corpo, con tutti i suoi organi, è solo la manifestazione sensibile, in una determinata porzione di spazio, di me stesso, l'essere pensante interiore; l'entità spirituale, la pura intelligenza, ed io, la sagoma corporea nel mondo fisico, siamo una cosa sola, semplicemente osservata da due diversi lati, e concepita da due diverse facoltà: la prima dal pensiero puro, la seconda dall'intuizione esterna.
Questa entità spirituale pensante, questa intelligenza che attraverso l'intuizione è trasformata in un corpo materiale, cosa può essere secondo tali principi se non il prodotto del mio stesso pensiero, qualcosa puramente concepito da me, in virtù del fatto che sono portato a immaginare la sua esistenza secondo una legge a me del tutto sconosciuta?

Johann Gottlieb Fichte (filosofo tedesco) in La visione dell'uomo (1799), trad. E.V.

L'intuizione dell'unità

La parola greca noein (νοεῖν)* significa molto più di pensiero. Essa implica la percezione intuitiva diretta oltre i normali sensi, e ciò è esattamente quanto abbiamo perduto ma che è ora sulla via del ritorno come facoltà dell'individuo. 
Ciò supera la separazione attraverso l'esperienza diretta di unità, pienezza, assenza di divisione che è, in fondo, una realtà che stiamo già vivendo senza tuttavia esserne consapevoli. 

Cerchiamo ovunque tale realtà, tranne dentro di noi, e, anche in considerazione di ciò, l'educazione che riceviamo si dimostra un ulteriore ostacolo.

* Il concetto di noesi risale alla filosofia di Aristotele e Platone, e rappresenta la più alta facoltà della conoscenza intuitiva, quella intuizione immediata delle idee, al di sopra e al di là del pensiero logico-dialettico (diànoia).


Peter Kingsley, (scrittore, studioso di filosofia), da Reality, trad. E.V.

L'intuizione è la voce dell'anima che parla alla mente

L'intuizione è la voce dell'anima che parla alla mente. L'anima è a sua volta il Dio presente nell'uomo ed è pertanto di infinita intelligenza. Non è interessata all'apprendimento ma esprime la massima saggezza.


Bruce MacLelland (autore del New Thought), da Into the light, trad. E.V.